Imu-Isee, accoppiata (forse) vincente

Spunta una nuova ipotesi per la tassa sulla prima casa: esentare in base al riccometro, ovvero al reddito complessivo del nucleo famigliare

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Ilaria Molinari

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E se questa volta il Governo Letta avesse trovato il giusto compromesso in relazione all'Imu? La tanto odiata tassa sulla prima casa, per ora sospesa, deve trovare una sua nuova formulazione e tra l'abrogazione totale voluta dal centro destra e il mantenimento dello status quo, potrebbe esserci una via di mezzo che accontenterebbe tutti: la rimodulazione. Ma come?

Esentare i redditi più bassi non risolverebbe il problema dei grandi evasori, che dichiarano poco o nulla ma magari hanno proprietà importanti.

Esentare le case con la rendita catastale più bassa è allo stesso modo un procedimento illusorio: sappiamo infatti che le rendite catastali non sono state aggiornate e appartamenti di pregio spesso sono accatastati come popolari con rendite bassissime.

Dunque, niente equità.

E allora? Come fare? Sembra che il Governo si stia muovendo sulla strada dell'Isee, ovvero del cosiddetto "riccometro" , l'indicatore del reddito complessivo di una famiglia che tiene conto non solo di quanto dichiarato in sede di dichiarazione di redditi (reddito Irpef) ma anche degli immobili, del nucleo famigliare, del patrimonio mobiliare detenuto in banca e in eventuali fondi di investimento, incrociando i dati dichiarati con l'anagrafe tributaria e la banca dati del Fisco. Senza considerare che nella sua nuova versione appena varata comprende anche il "quoziente famigliare" che avvantaggia le famiglie da tre figli in su.

Il problema è renderlo attuabile da subito, per arrivare entro fine anno a poter legiferare la materia dell'Imu in questo nuovo modo, sempre che le parti politiche si mettano d'accordo.

Economicamente l'abolizione dell'Imu sulla prima casa pesa per 4 miliardi di euro sulle casse dello Stato. La soluzione Imu-Isee potrebbe consentire di incassarne una parte rendendo esenti solo le fasce di reddito Isee più basse. E facilitare, si fa per dire, il lavoro del Governo nel trovare non più 4 miliardi ma una cifra inferiore.

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