Imu e Tasi, ora il governo pensa alla loro abolizione

Allo studio un provvedimento che dopo l’estate potrebbe alleggerire il peso del fisco sulla prima casa

Matteo-Renzi

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi – Credits: Sean Gallup/Getty Images

Giuseppe Cordasco

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Al rientro dalle vacanze estive potrebbe esserci una novità molto importante per milioni di contribuenti italiani: il governo starebbe infatti studiando la possibilità di abolire, o quantomeno ridurre, Imu e Tasi. L’ipotesi di intervenire sulle imposte che gravano sulla casa sarebbe stata presa in considerazione dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, non solo per ovvie ragioni economiche, ma anche per rilanciare in un qualche modo la propria immagine politica e riconquistare una parte di quel consenso che negli ultimi tempi sembra essere scemato. In questo senso infatti, come noto, nulla può interessare di più l’italiano medio, che un taglio delle tasse, soprattutto di quelle che pesano sugli immobili.

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Al momento si tratterebbe soltanto di un’idea, resa pubblica da alcune indiscrezioni apparse sul quotidiano il Foglio. Il progetto avrebbe però già un percorso di approvazione predisposto. L’intervento su Imu e Tasi dovrebbe infatti essere inserito nella prossima Legge di stabilità che generalmente viene approvata in autunno. Allo studio ci sarebbero due tipi di interventi, uno alternativo all’altro. Una prima ipotesi prevederebbe l’abolizione totale di Imu e Tasi su tutte le prime case. Si tratta di un’opzione che richiederebbe un impiego molto cospicuo di risorse finanziarie, e al momento appare la meno plausibile. Molto più praticabile sarebbe invece la seconda possibilità presa in considerazione: si tratterebbe di aumentare la soglia di reddito al di sotto della quale scatta l’esenzione totale per le due imposte. In questa maniera, tra l’altro, si potrebbe realizzare un provvedimento mirato, che andrebbe a beneficio soprattutto dei ceti sociali medio-bassi, che in questo periodo continuano a risentire in modo molto pesante degli effetti della crisi.


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Ovviamente i tecnici del ministero dell’Economia dovranno valutare con attenzione i costi finanziari di una tale misura. Ma già fin d’ora, come ha preannunciato d’altronde lo stesso Foglio fornendo l’indiscrezione, non si potrà non mettere in conto uno sforamento del famoso 3% del rapporto tra deficit e Pil. In questo senso allora, probabilmente il premier Renzi chiederà all’Europa, come già fatto in passato da Spagna e Francia, di poter superare, seppur per un periodo circoscritto, la citata soglia di sbarramento del 3%, riuscendo in questo modo a recuperare quei circa 30 miliardi di euro che servirebbero a realizzare il programma di taglio fiscale. Si tratta di operazioni che si giocano sempre sul filo del rasoio, ma ovviamente milioni di italiani proprietari di casa non possono che sperare che un progetto del genere vada in porto. Staremo a vedere.      

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