Imu alla Chiesa, perché le scuole cattoliche potrebbero pagare

Una sentenza della Corte di Cassazione obbliga due istituti religiosi di Livorno a versare l’imposta. E il caso diventa subito nazionale

Vaticano

– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

-

Potrebbe avere conseguenze molto rilevanti la sentenza della Corte di Cassazione riguardante il pagamento dell’Imu da parte delle scuole religiose. I giudici della Suprema Corte hanno infatti deciso di accogliere il ricorso del Comune di Livorno che nel 2010 aveva chiesto a due scuole paritarie di provvedere al versamento dell’imposta municipale sugli immobili, in considerazione della loro attività assimilabile a quella di un esercizio commerciale. Un pronunciamento che potrebbe avere conseguenze disastrose per le casse della Chiesa cattolica, se si considera che circa il 70% di tutti gli istituti paritari è gestito proprio da religiosi. A nulla è valsa infatti la giustificazione secondo cui le due scuole in questione non registravano nessun utile ma operavano addirittura in perdita.

E dopo l’Imu, ci vuole la riforma del catasto


Secondo le motivazioni espresse dalla Corte di Cassazione infatti, posto che per gli alunni iscritti alle scuole paritaria è previsto il pagamento di una retta annuale, il servizio va inteso come attività commerciale, anche quando si registra una gestione in perdita. Affinché si configuri attività di tipo commerciale quindi non rileva lo scopo di lucro ma l’idoneità potenziale ad ottenere ricavi, a prescindere dal bilancio effettivo. Dunque gli istituti in questione, e nello specifico si trattava del “Santo Spirito” e dell’”Immacolata” di Livorno appunto, dovranno provvedere a versare nelle casse del Comune circa 430mila euro, e cioè quanto dovuto di Imu tra il 2004 e 2009, somma che comprende ovviamente oltre all’imposta base anche sanzioni e more. Un piccolo salasso che ha fatto scattare ora l’allarme in tutta Italia. Come sopra accennato infatti, alle viste per la Chiesa Cattolica ci sarebbe un esborso complessivo non indifferente se si pensa che in questi anni il mondo delle scuole paritarie ha potuto risparmiare, grazie al mancato pagamento dell’Imu, somme totali per circa 500 milioni di euro.

Imu, ecco chi non pagherà la prima rata


Intorno alla questione si è accesa la polemica politica, e da soggetti legati al mondo cattolico si è subito sottolineato con forza il ruolo sociale che molti di questi istituti svolgerebbero senza alcun contributo di carattere statale. Sul fronte opposto invece qualcun altro ha fatto presente che solo nel 2015 invece sarebbero stati messi sul tappeto finanziamenti alle scuole paritarie per più di 450 milioni di euro. Insomma, uno scontro che è subito diventato ideologico, come d’altronde accaduto più volte in passato quando si è trattato di decidere se far pagare o meno l’Imu a strutture e immobili di proprietà della Chiesa. Solo che ora a rendere tutto più complicato c’è una sentenza della Corte di Cassazione e dunque le cose potrebbero farsi decisamente più serie. Vedremo quindi se sulla vicenda il governo o il Parlamento decideranno di intervenire con qualche misura ad hoc.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Oltre Imu e Tasi, ecco come si pagano le altre tasse locali

Dal 2015 dovrebbe scattare la nuova Imus, imposta che accorpa una serie di altri balzelli, ma mancano ancora i regolamenti attuativi

Imu e Tasi, ecco come si pagano

Per il versamento delle due tasse sulla casa si può utilizzare un bollettino postale oppure il modello F24

Imu e Tasi: le sanzioni per chi paga in ritardo

Entro un anno dal mancato pagamento si può usufruire del ravvedimento operoso, nelle sue varie forme, poi scattano multe salate

Imu e Tasi, ora il governo pensa alla loro abolizione

Allo studio un provvedimento che dopo l’estate potrebbe alleggerire il peso del fisco sulla prima casa

Imu e Tasi, quanto costano agli italiani

Un risparmio inferiore a 300 euro per molti proprietari. Gli effetti dello sconto fiscale promesso da Renzi sulla prima casa

Commenti