Tasse, ecco le quattro richieste delle imprese

Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi auspica un taglio ulteriore dell’Irpef e la semplificazione fiscale

– Credits: Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi

Giuseppe Cordasco

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Un fisco più leggero: sarà banale, poco originale, ma è quello che da anni le imprese continuano a chiedere con urgenza ai governi. E l’esecutivo Renzi non fa certo eccezione. E’ infatti una diminuzione robusta delle tasse quello che ha auspicato in queste ore il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Che anzi, ha fatto di più: ha messo in fila quattro priorità che dovrebbero andare tutte nella direzione di una riduzione della pressione fiscale e di un rilancio dell’economia trainato proprio dalla ripresa della produzione industriale.

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Prima però di entrare nel dettaglio delle richieste confindustriali, è bene accennare allo scenario fiscale all’interno del quale si muovono attualmente le imprese italiane. E qui bastano pochi numeri per evidenziare la situazione di vero e proprio allarme che vivono le nostre imprese. Secondo i dati della Banca mondiale rilanciati da Squinzi infatti, in Italia il prelievo sugli utili raggiunge il 68,5%, il diciannovesimo prelievo più elevato al mondo e il più alto tra le economie avanzate. Ma i dolori non finiscono qui. Nel nostro Paese infatti dobbiamo purtroppo fare i conti anche con un cuneo fiscale al 53%, secondo solo al Belgio e di dieci punti superiore alla media Ue.

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Ed è proprio da qui, dal cuneo fiscale, che prendono le mosse le richieste avanzate dalle imprese. Secondo Squinzi infatti in un futuro molto prossimo bisogna pensare innanzitutto ad un alleggerimento del peso fiscale e contributivo presente in busta paga a carico degli imprenditori. E’ dunque sul cuneo fiscale che si giocherà nei prossimi mesi la partita chiave per rilanciare l’economia del Paese. In particolare poi, Confindustria chiede con forza che si torni a tagliare l’Irap, l’imposta ritenuta più indigesta al mondo produttivo. Un primo passo è stato già compiuto con uno sgravio di 5 miliardi. Uno sforzo ritenuto però ancora insufficiente dal mondo delle imprese, che auspicano un nuovo intervento come minimo della stessa entità economica.

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Il terzo elemento chiave di questa strategia di alleggerimento fiscale è poi rappresentato dalla lotta all’evasione. E’ proprio da questa voce infatti, insieme ai risparmi originati dalla spending review,  che dovranno arrivare le risorse che serviranno a far funzionare il Fondo per la riduzione della pressione fiscale. Una sfida dunque molto rilevante: far emergere maggior evasione, promessa che puntualmente però hanno fatto in passato tanti governi, per poter finanziare la riduzione delle tasse. Allo stato dell’arte una sorta di scommessa, che però Confindustria chiede al governo di fare con convinzione.

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Infine, e non certo di minore importanza, Squinzi ha posto con forza il tema della complicazione burocratica rappresentato dal ginepraio di leggi e regolamenti fiscali. In questo senso la richiesta venuta dalle imprese è stata molto chiara: l’approvazione in tempi molto rapidi della legge delega sulla semplificazione e riforma del sistema fiscale. Su questo punto Squinzi è stato molto chiaro: “Seguiremo in ogni fase l'attuazione – ha annunciato - con l'obiettivo di riportare stabilità e certezza del diritto”. Anche queste infatti sono caratteristiche che fanno di un sistema fiscale un modello di efficienza e soprattutto di equità. Così parlò Confindustria. Ora la palla passa al governo e vedremo come Renzi intenderà raccogliere questa nuova e quantomai determinante sfida.

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