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Il fisco che cambia: addio agli scontrini e sanzioni riviste

Le ricevute fiscali dovrebbero gradualmente sparire, per far posto alla fatturazione elettronica. Multe più soft per chi paga in ritardo

L’addio agli scontrini fiscali potrebbe essere una delle conseguenze più evidenti e più significative della vera e propria rivoluzione che nei prossimi mesi dovrebbe investire il fisco italiano. Siamo infatti di fronte a una sorta di manovra a tenaglia che sta investendo il nostro sistema tributario: da una parte la delega fiscale del governo dovrebbe introdurre tutta una serie di novità rilevanti, soprattutto per quanto concerne il sistema di tassazione. Dall’altra sono state annunciate innovazioni molto interessanti da parte dell’Agenzia delle entrate per rendere sempre più efficiente la lotta all’evasione fiscale.

Fatturazione elettronica e non scontrini

Tra queste misure, rese note ufficialmente dal nuovo direttore dell’Agenzia Rossella Orlandi in una recente audizione in Parlamento, quella che potrebbe riguardare più da vicino i singoli cittadini è proprio quella che prevede la graduale abolizione degli scontrini fiscali. Addio dunque alle cosiddette ricevute, in cambio di un sistema di controllo sempre più trasparente, che permetterà al fisco di rilevare in maniera più diretta la reale evasione. Grazie infatti alla cosiddetta fatturazione elettronica, per il momento operativa solo con la Pubblica amministrazione ma che dovrebbe essere estesa a tutti i rapporti tra imprese, ci potrà essere un monitoraggio più puntuale di tutte le operazioni compiute dalla singola azienda. In questo modo si potrebbero abbandonare anche i controlli massivi sul territorio che tante risorse, in termini di uomini e di mezzi, sottraggono alle altre attività dell’Agenzia delle entrate.

Trasparenza online

Ma le novità del nuovo fisco non si esauriscono certo qui. La misura riguardante gli scontrini fiscali infatti, si inserirebbe, come detto, in una strategia più ampia di ridefinizione dei rapporti tra imprese e cittadini da un parte, e fisco dall’altra. Dal 2015, ad esempio, l’Agenzia delle entrate, metterà a disposizione online del singolo contribuente o del fiscalista che lo assiste, tutti i dati in proprio possesso che riguardano proprio il cittadino in questione. In questo modo quest’ultimo sarà spronato a dichiarare in maniera corretta i propri redditi, conscio del fatto che il fisco già è in possesso di numerose informazioni su di lui.

Studi di settore ed evasione estera

Alle viste ci sarà poi un giro di vite riguardante gli studi di settore, vera spina nel fianco per milioni di commercianti e piccoli imprenditori. I tecnici del fisco starebbero infatti lavorando a una rimodulazione dei parametri utilizzati che dovrebbe essere meglio rispondente alle reali attività esercitate sul territorio. Inoltre un’attenzione maggiore sarà dedicata ai rapporti con gli Stati esteri per scovare quell’evasione che sfrutta i cosiddetti paradisi fiscali per eludere le regole nazionali. In questo senso sarà rinforzato lo scambio di informazioni automatico rendendo sempre più difficile le attività fiscali illegali a livello internazionale.

Sanzioni

Infine, ma non certo da ultimo, note positive arrivano sul fronte dei cosiddetti ravvedimenti operosi. In questo senso ci saranno tempi più lunghi per mettersi in regola con il fisco. Il contribuente potrà cioè rettificare la propria dichiarazione fino al termine di decadenza del potere di accertamento e potrà farlo a condizione che non abbia ricevuto atti di liquidazione e di accertamento, compresi gli avvisi bonari. Sempre su questo fronte poi, cambieranno anche le sanzioni a cui si va incontro in caso di pagamenti ritardati. Nello specifico le nuove norme prevedono:
- 1/10 del minimo per i ritardi non superiori a 30 giorni dalla commissione della violazione (è possibile un’ulteriore riduzione a 1/15 per giorno se il ritardo non supera i 14 giorni);
- 1/9 del minimo per i ritardi fino a 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione;
- 1/8 del minimo per chi rimedia alla violazione entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui la violazione è stata commessa;
- 1/7 del minimo per chi rimedia alla violazione entro il termine per la presentazione della dichiarazione successiva all'anno in cui la violazione è stata commessa;
- 1/6 del minimo per chi rimedia alla violazione oltre il termine per la presentazione della dichiarazione successiva all'anno in cui la violazione è stata commessa.

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