Equitalia, come cambia il fermo amministrativo

Tra le novità previste nel decreto del fare, anche lo stop se i beni delle imprese sono strumentali

(Credits: Imagoeconomica)

Giuseppe Cordasco

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E’ un’Equitalia a cui vengono in parte spuntate le unghia quella con cui avremo a che fare dopo che entreranno in vigore alcune delle norme contenute nel decreto del fare. Un provvedimento che dopo il sofferto via libera della Camera, ottenuto con un voto di fiducia e con un pervicace ostruzionismo da parte del Movimento 5 Stelle, attende ora il voto decisivo del Senato. Infatti, tra le norme più significative del decreto in questione, il 69/2013, quelle sulla materia fiscale promettono di allentare non poco la pressione che Equitalia appunto, potrà esercitare sui contribuenti con difficoltà a pagare.

EQUITALIA, SE IL PER IL CONTRIBUENTE DIVENTA UN INCUBO

Tra le novità più importanti c’è sicuramente quella che riguarda i cosiddetti beni strumentali delle aziende. Il riferimento è a tutti quei macchinari, compresa l’automobile per i professionisti che ad esempio la utilizzano per lavoro, fondamentali al proseguimento della stessa attività produttiva. D’ora in poi in pratica non si potrà più decretare il fermo amministrativo dei beni in questione. Ma a cambiare è anche la procedura stessa con cui l’ente di riscossione dovrà relazionarsi con il contribuente.

La nuova procedura prevede infatti che Equitalia emetta una comunicazione con la quale invita l’impresa a pagare entro 30 giorni, e non più entro 20 come accadeva prima, termine che una volta scaduto faceva scattare il fermo amministrativo del veicolo o del bene in questione. Inoltre, la nuova normativa, così come recita il testo del decreto, pone un accento particolare sul termine “strumentale”. Non a caso infatti viene usata questa terminologia e non quella più stringente di “indispensabilità”. Insomma, il legislatore ha voluto ricomprendere nel novero dei beni non più soggetti a fermo amministrativo,  tutti quegli strumenti operativi necessari alla normale attività produttiva. Fermo restando che toccherà al contribuente dimostrare che in effetti il bene in questione, sia esso un’automobile o un macchinario, svolgono effettivamente un ruolo operativo.

LA NUOVA EQUITALIA: LA RIFORMA CHE HA IN MENTE IL GOVERNO  

Queste importanti novità, che hanno l’obiettivo evidente di salvaguardare l’attività professionale e produttiva anche in momenti di difficoltà finanziaria con il Fisco, si vanno ad aggiungere ad un’altra misura già approvata. Ci riferiamo a quella che prevede la possibilità per l’ente di riscossione di emettere un’ipoteca al massimo solo su quinto del valore degli stessi beni strumentali sopra citati. Una serie di alleggerimenti e di ammorbidimenti fiscali, che fanno parte di un pacchetto complessivo di misure specifiche rivolte a contenere l’aggressività dell’azione di Equitalia e di qualsiasi altro ente di riscossione. Nel pacchetto in questione, che non riguarda quindi solo imprese e professionisti, ma anche singoli cittadini contribuenti, c’è sicuramente da menzionare la possibilità di dilazionare i pagamenti arretrati anche fino a 120 rate, un’opzione da cui si decade se non si effettua il pagamento di 8 rate anche non consecutive.

E’ prevista poi l’impignorabilità della casa se essa rappresenta per il contribuente l’unico immobile di proprietà dove egli ha fissato la propria residenza e l’abitazione in questione non sia di lusso. Inoltre, il tetto per il pignoramento delle abitazioni sale da 20mila a 120mila euro. Ma non finisce qui, perché tra le novità c’è anche quella che prevede in caso di pignoramento del quinto dello stipendio, che l’ultimo stipendio rimanga nella piena disponibilità del debitore.

FARE A MENO DI EQUITALIA, QUALCUNO CI PROVA

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