Decreto del fare, Equitalia più leggera per i contribuenti

Rimborsi a rate più lunghi e stop ai pignoramenti sulla prima casa. In arrivo una boccata d'ossigeno per migliaia di contribuenti

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Uno sportello del gruppo Equitalia – Credits: (Cerroni/Imagoeconomica)

Andrea Telara

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Divieto di pignorare la prima casa, piani di rateazione più lunghi per il pagamento dei debiti col fisco e meno balzelli sulle cartelle esattoriali. Sono le novità contenute nel Decreto del Fare, approvato sabato scorso dal governo, che ridimensiona i poteri di Equitalia , la società pubblica (partecipata al 51% dall'Agenzia delle Entrate e al 49% dall'Inps) che ha il compito di riscuotere le tasse e i contributi non pagati, in quasi tutta la Penisola. Ecco cosa cambierà nei prossimi mesi e chi sono i beneficiari delle nuove norme.

LE NUOVE REGOLE PER LA RISCOSSIONE

PIGNORAMENTI

Per i funzionari di Equitalia, non sarà più possibile pignorare i beni immobili destinati ad abitazione principale. I debitori del fisco che temono di perdere la casa di proprietà possono dunque tirare un sospiro di sollievo. Questa sanatoria (è bene ricordarlo) avviene però soltanto a due condizioni: quando l'abitazione non è classificata come immobile di lusso e quando il contribuente vi risiede stabilmente. Per le seconde case e per gli altri fabbricati, invece, sale da 20mila a 120mila euro l'importo minimo del debito fiscale oltre al quale Equitalia può procedere all'esproprio. I contribuenti interessati dalle nuove norme saranno probabilmente diverse migliaia in tutta Italia. Secondo gli ultimi dati resi noti dal Ministero dell'Economia (e inviati di recente alla Commissione Finanze della Camera), nei primi 4 mesi del 2013 ci sono stati 733 pignoramenti immobiliari da parte di Equitalia ma altri 367 sono attesi entro la fine di giugno, per un totale di 1.100 procedure in soli 6 mesi, contro i 1.546 dell'intero 2012.

RATE E AGGIO D'EMISSIONE

Un'altra novità in arrivo è la scomparsa dell'aggio di emissione, cioè il balzello richiesto da Equitalia per le attività di riscossione, oggi pari a circa l'8% dell'ammontare del debito. I contribuenti pagheranno soltanto una somma di importo fisso, che servirà a coprire le spese delle procedure di incasso. Sono in arrivo novità anche per i pagamenti dilazionati delle cartelle esattoriali: il piano di rimborso potrà infatti allungarsi fino a 120 rate (contro le 72 previste oggi), ma soltanto se il contribuente si trova in uno stato di evidente difficoltà economica. Inoltre, il beneficio del pagamento graduale, che oggi decade quando non vengono saldati in tempo almeno due versamenti consecutivi, rimarrà in vigore per un periodo più lungo, cioè fino quando risulterà che il contribuente non ha pagato 8 rate (anche non consecutive). Gli italiani che usufruiranno delle nuove norme sono sicuramente moltissimi. Secondo i dati forniti dalla stessa Equitalia, tra il 2008 e il 2012 le procedure di pagamento rateale sono state infatti concesse dagli esattori su circa 1,9 milioni di cartelle, con una media di quasi 500mila all'anno.

AGEVOLAZIONI PER LE IMPRESE

Il governo ha deciso anche di dare una boccata di ossigeno alle imprese che hanno delle pendenze col fisco. I pignoramenti effettuati da Equitalia sui beni strumentali di un'azienda (come i macchinari) non potranno superare un quinto del loro valore. Inoltre, la custodia di questi beni rimarrà in capo all'impresa e l'eventuale vendita all'asta potrà avvenire soltanto dopo 300 giorni dal pignoramento. Lo scopo è consentire all'impresa di continuare a svolgere la propria attività, seppur in presenza di pesanti carichi fiscali. Anche in questo caso, i soggetti interessati dalle nuove regole sono sicuramente alcune migliaia. Secondo le statistiche più aggiornate, nei primi 4 mesi del 2013 i pignoramenti su beni mobili registrati (come le auto o i macchinari) sono stati infatti più di 1.800, contro i 3.500 circa dell'intero 2012.

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