Tasse

Ecco quanto vale l’evasione fiscale oggi in Italia

In un’audizione in Parlamento, il generale Toschi della Guardia di Finanza fissa in 110 miliardi la media annuale delle mancate entrate dell’erario

Toschi_Guardia_Finanza

Giuseppe Cordasco

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Le cifre sull’evasione fiscale in Italia non lasciano purtroppo mai indifferenti, anche perché contribuiscono periodicamente a mettere in luce un malcostume nazionale che pare davvero difficile da estirpare. L’ultima occasione per confermare questa impressione è stata l’audizione in Parlamento del Comandante generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi avvenuta in giornata.

Le cifre sull'evasione

Nel corso della presentazione di una relazione sul piano d'azione dell’Arma nel contrasto alle frodi fiscali, il generale Toschi ha infatti affermato che “l'evasione fiscale consapevole da mancata o sotto dichiarazione ammonta in media nel quinquennio 2010-2014 a 75,8 miliardi di euro". Aggiungendo poi che se si fa riferimento invece ai soli “anni dal 2012 al 2014, il 'tax gap' complessivo sale a 109,7 miliardi di euro". Entrando poi nello specifico il numero uno della Gdf ha precisato che l’evasione in questione può essere così suddivisa: “circa 99 miliardi sono riferibili alle principali imposte erariali e locali, ovvero Irpef, Iva, Ires, Irap e 10,7 miliardi ai contributi a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori dipendenti”.

Il tax gap

Nell’occasione dunque il generale Toschi ha parlato non più solo di generica evasione fiscale, ma ha fatto riferimento al concetto di tax gap. Tecnicamente si tratta anch’essa di una stima dell'evasione fiscale, ma indica l'adesione spontanea, cosiddetta 'compliance', al pagamento delle tasse da parte dei cittadini. In pratica il gap, ossia lo scarto in questione, è dato dalla la differenza tra le imposte che vengono effettivamente incassate dalle amministrazioni pubbliche e quelle che si incasserebbero in un regime di perfetto adempimento spontaneo alle leggi vigenti. D’altronde si tratta di concetti con cui dovremo cominciare a prendere sempre più dimestichezza visto che più volte nelle sue recenti prese di posizione, anche l’Agenzia delle entrate ha annunciato di voler abbandonare la linea dura nella caccia agli evasori, puntando appunto sulla predisposizione al pagamento delle imposte dei cittadini, ovvero proprio sul concetto di compliance.

La sfida del futuro

E allora, in questo scenario, le parole del generale Toschi vanno ad inquadrare nel migliore dei modi il punto di partenza dal quale ci si muoverà nei prossimi anni per diminuire l’evasione fiscale nel nostro Paese. In particolare Toschi ha messo in evidenza che “l'imposta con il più alto tax gap è l'Iva con 40,1 miliardi di euro come media del triennio 2012-2014, seguita dall'Irpef dovuta da imprese individuali e lavoratori autonomi con un valore pari a circa 28,1 miliardi, dall'Ires con 13 miliardi e infine dall'Irap con 8,5 miliardi”. Da notare infine, ha concluso Toschi, che “sul totale di 88,3 miliardi di euro di tax gap medio per il quinquennio 2010-14, al netto dei contributi, 12,5 miliardi sono da ascrivere a errori o mancati versamenti".

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