Decreto del fare: cosa cambia con le scadenze uniche, per le dichiarazioni dei redditi e la burocrazia

Primo gennaio e primo luglio: in questi due giorni dell'anno, si concentrerà l'invio di documenti alla pubblica amministrazione. Ecco le conseguenze per i cittadini

Il ministro della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, Gianpiero D'Alia (credits: Guido Montani/Ansa)

Andrea Telara

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Due sole date fissate sul calendario: primo gennaio e primo luglio. Sono le uniche scadenze dell'anno entro le quali i cittadini dovranno svolgere tutti gli adempimenti amministrativi e fiscali che prevedono l'invio di una documentazione agli enti dello stato. E' quanto stabilisce il Decreto del fare approvato la scorsa settimana dal governo, che potrebbe cambiare le abitudini di molti nostri connazionali.

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Per volontà del ministro della Pubblica amministrazione, Gianpiero D'Alia, l'esecutivo ha voluto attuare finalmente una raccomandazione contenuta nello Small Business Act Europeo del 2009, che ha lo scopo di semplificare la burocrazia e rendere più facile la vita ai cittadini e alle imprese. In pratica, sulla scorta di quanto è già stato fatto in altri paesi come la Gran Bretagna, tutte le scadenze oggi previste per l'invio di documenti agli enti pubblici verranno notevolmente sfoltite e concentrate appunto in due sole giornate, all'inizio e alla metà dell'anno. Questa norma, almeno nelle intenzioni del governo, dovrebbe consentire alle aziende di ottenere notevoli risparmi, grazie a una gestione più efficiente del personale e delle risorse destinati allo svolgimento dei consueti adempimenti burocratici.

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Prima di farsi troppe illusioni, però, non va dimenticato che le nuove regole avranno comunque un ambito di applicazione circoscritto. Secondo il testo del Decreto del fare, le scadenze uniche riguarderanno soltanto agli atti amministrativi che hanno un carattere generale e che prevedono “la raccolta, l'elaborazione, la trasmissione, la conservazione e la produzione di documenti”, da inviare alle amministrazioni pubbliche, agli enti e alle agenzie dello stato nazionale. E' il caso, per esempio, della dichiarazione dei redditi, con cui ogni anno tutti i lavoratori devono presentare all'Agenzia delle Entrate una certificazione dei compensi percepiti. Saranno invece escluse dalle nuove norme le richieste di documenti che non hanno carattere generale ma riguardano un singolo cittadino. Esempio: se un contribuente riceve un accertamento tributario e ha l'obbligo di presentare dei documenti all'amministrazione fiscale, dovrà ovviamente rispettare i soliti termini già oggi previsti dalla legge (di solito almeno 30 giorni dopo l'accertamento).

Saranno esclusi anche gli adempimenti burocratici che non prevedono l'invio di una specifica documentazione, come il versamento diretto delle imposte, con cui gli italiani saldano spontaneamente i propri debiti col fisco (anche a rate), senza dover poi spedire carte e scartoffie agli enti pubblici. Infine, non va dimenticato neppure che il testo del Decreto del fare prevede comunque alcune eccezione alle nuove norme. Le regole sulle scadenze uniche, infatti, non si applicano quando ci sono “particolari esigenze di celerità dell’azione amministrativa o derivanti dalla necessità di dare tempestiva attuazione ad atti dell’Unione Europea”. In caso di bisogno, insomma, certi tipi di documenti dovranno comunque essere consegnati prima del previsto.

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