Conti correnti, così il fisco potrà usare i dati

La Superanagrafe servirà non più solo ad identificare potenziali evasori, ma anche a effettuare controlli incrociati, ad esempio sull’Isee

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– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Via libera all’Agenzia delle entrate per un uso più ampio e generalizzato della cosiddetta Superanagrafe dei conti correnti. L’attuale normativa stabiliva infatti che il controllo delle giacenze e dei movimenti sui conti correnti dei contribuenti sarebbe dovuto servire, in prima battuta, solo ad identificare eventuali potenziali evasori. L’intento dunque doveva essere quello di creare una sorta di black list nella quale inserire soggetti i cui movimenti finanziari lasciavano trasparire intenti dolosi e nei confronti dei quali avviare procedure di ispezione.

In seguito però ad un emendamento con primo firmatario Marco Causi (Pd) approvato in commissione Bilancio al Senato, la situazione cambia e non di poco. Le nuove regole infatti stabiliscono che l’Agenzia delle entrate potrà utilizzare la Superanagrafe anche per fare semplici controlli incrociati di eventuali dichiarazioni rese dai contribuenti. Il caso più significativo è quello del nuovo Isee, nel quale, come noto, avranno molto più peso proprio i dati riguardanti conti correnti e titoli finanziari. Grazie dunque a questa nuova misura, il fisco potrà in maniera molto più agile e immediata verificare se qualche contribuente nel compilare il proprio Isee ha omesso di inserire correttamente tutti i propri beni finanziari.

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In pratica in questo modo si semplifica, e di molto, anche l’attività stessa dell’Agenzia. Secondo infatti sempre la vecchia normativa, elaborata nel 2011, i tecnici del fisco avrebbero dovuto elaborare degli algoritmi specifici capaci di evidenziare eventuali anomalie nelle movimentazioni dei conti correnti. Il nuovo emendamento prevede invece in maniera molto più semplice che le informazioni della Superanagrafe saranno utilizzate “dall’Agenzia delle entrate per le analisi del rischio di evasione”. Una dicitura, come si vede, molto più generica che, come detto, permetterà un uso più ampio dello strumento.

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Tra l’altro, questa nuova procedura dovrebbe in parte anche servire a tenere sotto controllo le cosiddette giacenze medie dei conti correnti, che così come definite, risultano un’entità di difficile calcolo. Secondo quanto previsto infatti dalle regole elaborate per la compilazione della Dsu, la cosiddetta Dichiarazione sostitutiva unica, che rappresenta una sorta di documento preliminare al rilascio dell’Isee, le giacenze medie andranno così definite:

- si dovranno calcolare le giacenze giornaliere per ogni giorno dell’anno;
- moltiplicare le singole giacenze giornaliere per tutti i giorni in cui sono rimaste costanti;
- sommare gli importi ottenuti;
- e infine dividere il risultato per 365.

È ovvio dunque che di fronte a complicazioni come queste, lasciare all’Agenzia delle entrate una maggiore discrezionalità nell’uso delle informazioni dei conti correnti, dovrebbe permettere controlli più puntuali delle informazioni rese nel Dsu, evitando frodi e raggiri.

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