Fisco e conti correnti, i 5 consigli per stare tranquilli

Con l'entrata in vigore dell'anagrafe tributaria è importante conservare la documentazione bancaria ed evitare movimentazioni in contanti o extra-conto

(Credits: Imagoeconomica)

Giuseppe Cordasco

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E’ ufficiale dunque, da oggi scatta l’operazione fiscale che potremmo definire “conti correnti trasparenti”. Dove la trasparenza è invocata ovviamente dall’Agenzia delle entrate e non certo dai milioni di contribuenti onesti per i quali i propri conti, siano essi bancari o postali, hanno sempre avuto ben poco da nascondere. Eppure, il fisco questa volta ha deciso di fare un vero e proprio salto di qualità e, con l’obiettivo sacrosanto di combattere l’evasione fiscale, ha deciso di raccogliere e monitorare tutti i dati riguardanti proprio le nostre movimentazioni contabili. Versamenti, bonifici, pagamenti con bancomat e carte di credito, ma anche accrediti di stipendi e pensioni, tutto verrà raccolto in un grande centro dati nazionale. In questo modo le nostre entrate e uscite finanziarie verranno incrociate con le nostre dichiarazioni fiscali e a quel punto dovrebbe risultare più semplice verificare eventuali incongruenze.

CONTI CORRENTI SOTTO LA LENTE DEL FISCO

Questo almeno nei progetti dell’Agenzia delle entrate, che per questo obiettivo giocherà una partita quanto mai rischiosa, soprattutto in termini di rispetto della privacy dei cittadini. Una questione non da poco, visto che proprio per fornire maggiori garanzie in termini di riservatezza, il Sid, il Sistema di interscambio dati, che sarà la piattaforma su cui transiteranno i nostri segreti bancari e postali, è entrato in vigore con qualche mese di ritardo, rispetto al 10 aprile programmato. Stante dunque questa situazione, non possiamo che cercare di seguire qualche semplice accorgimento, che possa tenere il più possibile lontano la tentazione del fisco di aprire sui nostri conti qualche ispezione ad hoc.

-Innanzitutto, il criterio fondamentale da tenere presente è che eventuali sospetti da parte degli ispettori del fisco potranno nascere in caso di forte incongruenza tra entrate e uscite contabili. In questo senso ricordiamo che sotto la voce uscite ci sono i citati pagamenti  con bancomat, gli addebiti diretti in conto, gli utilizzi delle carte di credito o gli eventuali prelevamenti in contanti. In questo senso dovranno essere le entrate a giustificare le nostre spese, e dunque la presenza di somme superiori al reddito dichiarato sarà il primo elemento che potrà spingere il fisco a chiederci spiegazioni.

CONTI CORRENTI, LE OPERAZIONI PIU' A RISCHIO AGLI OCCHI DEL FISCO

-Sarà utile poi, per qualsiasi evenienza, conservare accuratamente tutta la documentazione bancaria, con saldi e movimenti, o comunque essere in grado di acquisirla in tempi rapidi. Il riferimento è ad esempio a tutti quei conti online, per i quali i clienti possono accedere attraverso richiesta ad estratti conto dei mesi precedenti. Pezze d’appoggio di questo tipo potranno servire a dimostrare la provenienza di eventuali accrediti, o comunque a verificare che non ci siano errori nelle informazioni acquisite tramite il Sid dall’Agenzia delle entrate.

-Il fatto che tutte le eventuali poste finanziarie dei nostri conti correnti dovranno avere una giustificazione contabile, fa sì che bisognerà prestare molta attenzione in caso di prestiti o di donazioni da terzi privati, ad esempio provenienti dalla propria famiglia o da parenti e conoscenti. In questo caso sarebbe infatti utile evitare transazioni in contanti e fare in modo che i trasferimenti siano effettuati con sistemi tracciabili, ossia con assegni o bonifici.

-Considerazioni analoghe a quelle del punto precedente valgono anche per tutte quelle transazioni, magari anche periodiche, che potrebbero avvenire in contanti. Il riferimento è ad esempio al pagamento di un affitto per una casa, oppure all’accredito di uno stipendio o di un qualsiasi altro reddito. Ebbene, anche in questo, sarebbe opportuno che il tutto avvenisse con bonifico o con assegno, documenti facilmente rintracciabili ed identificabili.

RISPARMI, D'ORA IN POI NESSUN SEGRETO PER L'AGENZIA DELLE ENTRATE

-Infine, bisognerà evitare con cura, le cosiddette operazioni extra-conto. Il caso più emblematico è quello di un assegno che prima viene cambiato e successivamente versato in contanti sul proprio conto. In questo caso il fisco potrebbe essere portato a considerare che ci sia stata un’elargizione doppia, la prima proveniente da assegno e la seconda da una posta in contanti. Nel limite del possibile dunque,queste saranno operazioni da evitare. Il tutto, fermo restando che il contribuente che dovesse essere messo sotto inchiesta, potrà in fase di contraddittorio fornire tutte le spiegazioni del caso sulle proprie movimentazioni finanziarie.

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