Tasse

Condono, tutte le sanatorie su cui c’è l’accordo Lega-M5S

Dal “saldo e stralcio” alla rottamazione ter, passando per la dichiarazione integrativa: ecco cosa conterrà il decreto sulla cosiddetta pace fiscale

Salvini-Di Maio

Giuseppe Cordasco

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Sembra proprio che il governo abbia ritrovato l’unità di intenti in tema di condono fiscale. Dopo la rottura dei giorni scorsi infatti, Matteo Salvini, leader della Lega, e Luigi Di Maio, numero uno del M5S, si sono messi d’accordo su quelle che dovranno essere le caratteristiche delle diverse sanatorie tributarie che a pieno titolo entreranno nel decreto fiscale collegato alla manovra economica.

Alcune misure non sono ancora chiaramente definite, e ci vorrà il passaggio parlamentare per renderle pienamente efficaci, su altre invece sono stati messi a punto anche i dettagli. Ma entriamo allora nel merito delle varie norme che andranno a comporre il puzzle di questa maxi-sanatoria che potrà riguardare davvero milioni di contribuenti.

Il cosiddetto "saldo e stralcio"

È l'ultima novità. Consentirà di abbattere, e di molto, quanto dovuto al fisco per cartelle non pagate. Ma solo per chi era in difficoltà. Per ora la proposta in campo, perché di proposta si tratta, si a chi ha basso reddito o problemi di liquidità, con aliquote, al 6%, 10% e 25%, che si declinano in modo diverso per le persone e per le società.

Per le persone fisiche si applicano a chi ha un Isee sotto i 15mila euro, tra 15mila e 22mila euro, tra 22mila e 30mila euro. Per le società invece, saranno interessate dalla sanatoria quella che hanno debiti superiori al 20% del valore della produzione e un indice di liquidità inferiore a 0,3%, tra 0,3 e 0,6%, tra 0,6 e 0,8%.

Potrà aderire al condono anche chi ha già aderito alla rottamazione precedente, se rientra nei criteri, ma solo per gli importi non ancora versati.

Dichiarazione integrativa

Si tratta della sanatoria che riguarda gli importi celati al fisco negli ultimi cinque anni e che consente di adeguare quanto non denunciato. Il condono è possibile solo per chi ha già presentato una dichiarazione, e potrà aumentare il valore del reddito al massimo del 30%, con un tetto complessivo di 100mila euro l'anno.

Doppia soglia che però non vale per chi ha dichiarato meno di 100mila euro che potrà comunque sanare fino a 30mila euro di imponibile non dichiarato. Su questi redditi emersi si paga una tassa del 20%.

Rottamazione Ter

Per chi ha cartelle da pagare, ma non rientra nei criteri per il “saldo e lo stralcio” arriva una versione 'ter' della rottamazione. La cartella si potrà pagare senza sanzioni e interessi con 10 rate spalmate in cinque anni.

Questo rende la nuova sanatoria più conveniente delle vecchie rottamazioni. Vale anche per chi ha aderito alla rottamazione bis, che però dovrà versare le rate previste per quest'anno e potrà diluire quelle da pagare nel 2019.

Mini cartelle

L'annullamento sarà invece automatico per le cosiddette mini-cartelle, quelle cioè di importo inferiore ai 1.000 euro, emesse tra il 2000 e il 2010. Si tratterà di un provvedimento che riguarderà il 53% dei contribuenti con vecchie cartelle non pagate. La convenienza per il fisco sarà rappresentata dalla possibilità di abbandonare meccanismi di recupero costosi per ottenere piccoli importi.

Liti e contenzioso

La regolarizzazione delle liti è ancora un'altra fattispecie: si vuole smaltire il contenzioso nelle commissioni tributarie, consentendo al contribuente di ridurre quanto dovuto. In particolare è previsto che il contribuente possa pagare solo il 20% del dovuto, chiudendo subito la causa con il fisco, se ha vinto in secondo grado, o dimezzare il dovuto in caso di vittoria in primo grado.

Verbali e accertamenti

Ci sono poi infine anche delle cosiddette sanatorie flash. E' possibile infatti mettersi in regola da subito per chi, dopo un controllo, ha ricevuto un verbale di constatazione: dovrà ripresentare la dichiarazione senza pagare però sanzioni e interessi.

Queste due voci non si pagano anche per gli avvisi di accertamento, di rettifica, di liquidazione o per gli atti di recupero notificati entro l'entrata in vigore del decreto legge, ma a patto che non siano stati contestati. Per aderire a quest'ultima sanatoria bisognerà essere veloci e fare domanda entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto.

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