5 per mille, c'è posto per tutti

Pubblicati gli elenchi definitivi dell'Agenzia delle Entrate: in corsa per una fetta del nostro 730 oltre 4 mila realtà. Con molte sorprese.

– Credits: (Credits: Ansa)

Gianluca Ferraris

-

C’è un posto dove gli sfollati della Siria possono sfamarsi a pochi passi di distanza dai soci dell’esclusivissimo Yacht Club di Capri. Dove convivono senza problemi no global e forze dell’ordine, malati di gastrite e aficionados del peperoncino, farmacisti e talebani dell’omeopatia, cacciatori e vegani, musulmani ed ebrei. La piazza virtuale dove si ritrovano ogni dodici mesi è un documento, quest’anno lungo 1.068 pagine e zeppo di 49.071 codici fiscali, redatto dall’Agenzia delle Entrate: è l’elenco delle sigle ammesse alla spartizione del 5 per mille. Pubblicato il 14 maggio con il solito corollario di polemiche sui ritardi nei pagamenti degli anni precedenti, l’elenco 2014 fotografa bene l’allargamento progressivo vissuto dalla base degli aventi diritto, che all’introduzione datata 2006 comprendeva solo le onlus tradizionali.

La stragrande maggioranza dei pretendenti naturalmente ha tuttora storia pluriennale e fini nobilissimi. Scorrendo il pdf si trovano l’Avis e le altre associazioni di donatori, Amnesty International e l’Unicef, la Caritas e gli scout dell’Agesci, i tanti meritori enti di ricerca sul cancro, l’Aids e le malattie rare, il Telefono azzurro, Emergency e Medici senza frontiere, l’assistenza ai portatori di handicap dell’Anffas e le cooperative sociali, gli ecologisti di Greenpeace, Legambiente e Wwf. Ma chissà quali sono stati i loro pensieri quando hanno scoperto di doversi misurare con soggetti come l’Accademia del Peperoncino (in lizza per il nono anno consecutivo), la Pescara Tennis Tavolo, gli Amici dell’esperanto, l’Accademia della chitarra di Pontedera, i promotori della musica vocale del 1700, l’Ensemble mandolinistico estense o il Coordinamento nazionale per gli aiuti alla Jugoslavia, discioltasi nel 1992. Per non parlare delle associazioni sportive dilettantistiche, ammesse alla spartizione dei fondi dal 2008 con un regolamento a maglie talmente larghe che, accanto alle società impegnate nella promozione dello sport di base tra infanzia e periferie, spuntano decine di yacht club, circoli velici, palestre e e campi da golf. 

© Riproduzione Riservata

Commenti