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Cartelle esattoriali: pagare a rate, in 10 anni e con interessi bassi

E’ questo il contenuto di uno degli emendamenti proposti alla legge di stabilità in discussione in Parlamento

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– Credits: Imagoeconomica

Rateizzare il pagamento delle cartelle esattoriali, spalmando i versamenti su un arco di tempo pari a dieci anni e con interessi decisamente calmierati. E’ questa la proposta di emendamento alla legge di stabilità, presentata in queste ore in Parlamento dal Partito democratico, e che rappresenta una delle numerosissime modifiche che si vorrebbero introdurre al testo base arrivato dal governo. La misura, ovviamente, mira ad alleggerire in maniera sostanziosa il carico finanziario che pende su tanti contribuenti, alle prese con arretrati fiscali che spesso rischiano di diventare una vera palla al piede.

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Da qui l’idea di generalizzare lo strumento del pagamento a rate, rendendolo oltretutto fruibile su un periodo di tempo molto prolungato. Il tutto, come accennato, imponendo un tasso di interesse decisamente blando. Entrando nello specifico, l’emendamento prevede che relativamente alle cartelle di pagamento, alle ingiunzioni fiscali, agli avvisi di accertamento esecutivi, nonché agli accertamenti con adesione emessi per tributi di uffici statali, Agenzie fiscali, Regioni, Province e Comuni, il debitore possa presentare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della nuova normativa, una domanda di rateazione in modo semplificato, senza cioè allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di temporanea obiettiva difficoltà, fino a un massimo di centoventi rate mensili, con un piano di ammortamento a rate costanti o a rate di importo crescente per ciascun anno a scelta del contribuente.

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L’importo minimo di ciascuna rata, specifica ancora l’emendamento, non potrà essere inferiore a 100 euro. Nel caso la richiesta di rateazione venisse accettata, il debitore sarà tenuto al pagamento, oltre che dell’importo originario iscritto a ruolo o di quello residuo, di un interesse con un tasso annuo lordo pari al 3,69 per cento, decorrente dalla data di notifica della cartella di pagamento, dell’ingiunzione fiscale dell’avviso di accertamento esecutivo o dalla data di definizione dell’accertamento con adesione, con esclusione degli interessi di mora, degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e delle sanzioni.

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Un provvedimento che suona dunque come una mano tesa per tutti coloro che abbiano un debito fiscale, anche perché, come accennato, permetterebbe la rateizzazione non solo a chi, come accade attualmente, dimostra di avere difficoltà economiche evidenti, ma un po’ a tutti. In ogni caso resta ferma la pregiudiziale di approvazione che rimane in capo all’ente che ha emesso la cartella in questione. E da questo punto di vista bisognerà vedere quale disponibilità ci sarà, da parte dei soggetti creditori, a concedere la possibilità di rateizzare.

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