Evasione all'estero: le cinque novità della procedura di emersione

Torna la voluntary disclosure che prevede sconti e coperture penali per chi decide di dichiarare i capitali nascosti fuori confine

– Credits: CARLO CARINO / Imagoeconomica

Massimo Morici

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Annunciata in pompa magna dal governo Letta e uscita da una porta secondaria poco dopo l'insediamento di Renzi (venne stralciata i primi di marzo dal decreto che prevedeva il rientro dei capitali all'estero), la voluntary disclosure è rientrata a giugno dalla finestra grazie a un emendamento presentato dal relatore Giovanni Sanga (Pd) al disegno di legge Causi.

Il varo della nuova norma, che in pratica prevede la possibilità di dichiarare i tesori privati occultati fuori confine, tramite una procedura di collaborazione volontaria, è atteso nei prossimi giorni e si potrà aderire versando quanto dovuto entro il 30 settembre 2015.

Rispetto al precedente, il nuovo testo introduce cinque novità: un forfait per il calcolo dei rendimenti nel caso d'importi sotto i 2 milioni di euro, la copertura penale anche per gli intermediari, l'estensione della procedura ai capitali nascosti in Italia, le sanzioni ridotte per i Paesi che aderiranno agli accordi per lo scambio automatico d'informazioni e un canale agevolato per chi decide di reinvestire in azienda il nero rimpatriato.

Conti pocket
Sotto la soglia di 2 milioni di euro i rendimenti potranno essere determinati in modo forfettario (nella misura del 5%) ed assoggettati ad una aliquota di tassazione del 20%.

Copertura penale per intermediari
È una delle novità che dovrebbe spingere gli intermediari a collaborare nel meccanismo di rientro dei capitali: senza, le banche estere potrebbero pensarci due volte prima di consigliare ai propri clienti di optare per la regolarizzazione.

Estensione al nero in Italia
La possibilità di regolarizzare i beni non dichiarati e rimasti in Italia, magari in cassette di sicurezza o altrove (misura non prevista nella precedente versione della norma), potrà essere sfruttata dai privati e anche da quelle aziende che hanno pagato meno tasse del dovuto.

Sconto per i Paesi che collaborano
È un tentativo di moral suasion verso i paesi off shore, in particolare la Svizzera, dove si nasconderebbero tra i 150 e i 200 miliardi di euro non dichiarati da contribuenti italiani.

Le sanzioni, per chi aderirà alla voluntary mantenendo i capitali in uno stato finito nella black list del Fisco, saranno tagliate di oltre la metà per i paesi che firmeranno con l’Italia entro il primo settembre 2014 un accordo per lo scambio automatico d'informazioni: la multa, in questo caso, è pari al 3% degli importi non dichiarati contro il 10 - 12% previsto per i paesi che non avranno firmato l'accordo.

Estensione a Iva, Irap e copertura penale
La procedura di adesione volontaria è estesa anche a Iva, Irap, addizionali e imposte sostitutive, mentre l'ampliamento della copertura penale totale riguarda anche reati come l'omesso versamento a titolo di sostituto d’imposta e l'omesso versamento Iva; l'ombrello non vale però per reati societari come la frode fiscale o il falso in bilancio, spesso utilizzati come "strumento illegale" per occultare i capitali fuori confine.

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