Bonus Irpef, chi resterà a bocca asciutta

Il governo ha difficoltà ad allargare al 2015 gli sconti fiscali di quest'anno. Pensionati e partite iva esclusi, speranze per le famiglie numerose

– Credits: Franco Cufari/Ansa

Andrea Telara

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Niente sgravi fiscali per i pensionati e neppure per le partite iva. E' lo scenario che si profila all'orizzonte in vista dell'autunno, quando il governo guidato da Matteo Renzi dovrà approvare la Legge di Stabilità, cioè la manovra economica per l'anno 2015. Come anticipato dal premier prima delle ferie, sarà difficile estendere la platea degli italiani che oggi beneficiano del Bonus Irpef, cioè la riduzione delle tasse e il conseguente aumento in busta paga di 80 euro al mese, concessi nel maggio scorso a circa 10 milioni di lavoratori dipendenti. Tempo fa, il presidente del consiglio sosteneva di voler allargare gli sgravi anche ai lavoratori autonomi e pure ai pensionati che ricevono un assegno inferiore a mille euro lordi mensili. Le promesse governative, però, si scontrano adesso con la logica dei numeri.

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Soltanto per mantenere in vigore il Bonus Irpef per i dipendenti, infatti, l'esecutivo deve trovare ancora ben 10 miliardi di euro di risorse attraverso la spending review, cioè il piano di revisione della spesa curato dal commissario Carlo Cottarelli. Di conseguenza, sarebbe già un risultato positivo riuscire a riconfermare nel 2015 gli aumenti di 80 euro esistenti, senza ulteriori estensioni. Per trovare le coperture, i tecnici del ministero dell'Economia stanno vagliando diverse misure, tutte contenute nel piano di Cottarelli: tagli alle società a partecipazione pubblica, riduzione dei canoni di affitto pagati dagli enti statali, centralizzazione degli acquisti della Pa e razionalizzazione dei costi nella sanità. Con tutte queste sforbiciate, il tesoretto messo assieme dal governo dovrebbe valere una decina di miliardi di euro, che corrisponde appunto alla cifra necessaria per confermare il bonus irpef a dieci milioni di dipendenti. Con la crescita economica che procede a singhiozzo (nel primo semestre 2014 l'Italia era ancora in recessione) sarà invece difficile trovare i soldi per estendere ancora gli sconti fiscali. Per concedere un aumento di 80 euro ai pensionati che guadagnano meno di mille euro mensili, infatti, occorre rastrellare quasi 7 miliardi . Altri 4 miliardi circa, invece, sono necessari per allargare il Bonus Irpef al popolo delle partite iva.

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Vista la scarsità di risorse,è più probabile che l'esecutivo scelga di effettuare una manovra di piccolo cabotaggio, già ipotizzata nei mesi scorsi e sponsorizzata soprattutto dagli alleati del Nuovo Centrodestra (Ncd). Si tratta dell'estensione del bonus di 80 euro mensili alle famiglie monoreddito, cioè quelle che vivono grazie allo stipendio di un solo genitore. Se hanno guadagnano più di 24-26mila euro all'anno, oggi questi nuclei familiari non hanno diritto a ricevere gli sgravi irpef concessi a maggio. Dal 2015, però, anche le famiglie monoreddito potrebbero avere gli sconti fiscali, purché i loro stipendi non superino determinate soglie prestabilite: 31 mila euro annui in presenza di due figli a carico, 40mila euro con tre figli e 50mila euro con almeno 4 figli da mantenere. Si tratta di agevolazioni già ideate nei mesi scorsi in Parlamento, ma subito accantonate a data da destinarsi per la mancanza di coperture finanziarie. Il costo di questi provvedimenti non è però eccessivo (non dovrebbe superare i 300 milioni di euro) e il governo potrebbe riuscire a trovare le risorse sufficienti. In questo modo, il premier Renzi avrebbe dalla sua un valido da spendere di fronte all'opinione pubblica, essendo riuscito a estendere (seppur in maniera marginale) il tanto sbandierato Bonus Irpef. Nel frattempo, però, i pensionati e le partite iva rischiano di rimanere a bocca asciutta.

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