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Tasse

Agenzia delle entrate su Facebook: ecco come funziona il servizio

Si potranno porre questioni fiscali di proprio interesse, anche se in questo momento lo spazio di discussione è dedicato al canone Rai

Il fisco fa un altro passo verso i cittadini e verso la digitalizzazione, grazie al fatto che l’Agenzia delle entrate ha deciso, verrebbe da dire finalmente, di sbarcare anche su Facebook. Via libera ad una pagina dedicata ai problemi fiscali dunque, che in prima battuta sarà dedicata al tema del canone Rai, ma che nelle prossime settimane allargherà lo spettro informativo a tutte le altre questioni legate al pagamento delle tasse. Uno sforzo in più di trasparenza che forse arriva con un po’ di ritardo considerando da quanto tempo ormai gli strumenti social hanno preso piede nella comunicazione tra soggetti. Ma in ogni caso si tratta di una sperimentazione che non potrà che far bene.

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Le risposte ai quesiti infatti dovrebbero giungere nello spazio di 24 ore grazie allo strumento dedicato del Messenger. Per le domande un po’ più complicate invece l’Agenzia delle entrate promette chiarimenti al massimo in cinque giorni. L’accesso alla nuova pagina Facebook dell’Agenzia delle entrate è ovviamente libera, basta avere un account sul noto soial media. Anche le domande sarà possibile porle nella massima libertà, con l’unico limite che dati sensibili postati in spazi pubblici verranno rimossi, nel pieno rispetto della privacy. E a giudicare dalle prime domande che sono già comparse al link https://www.facebook.com/agenziadelleentrate/, la nuova metodologia di contatto tra fisco e contribuenti promette di essere non poco interessante.

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In realtà le risposte alle domande vengono fornite in privato. Ad alcuni quesiti che ricorrono più di frequente però, si è deciso di dare risposte di carattere pubblico. In questo modo si potrebbe generare per così dire una sorta di economia di scala del servizio informativo aperto e trasparente. E allora ecco Carlo che chiede: “Vivo in affitto in una casa arredata, la bolletta della luce è sempre intestata al proprietario che non ha mai voluto fare la voltura, ma la pago io.....lui vive in un altra casa con sempre la bolletta elettrica intestata a lui....... come ci dobbiamo comportare? Grazie”. Oppure Mario che pone il seguente problema: “Mia moglie vive e risiede con nostra figlia in un appartamento di cui sono comproprietarie. Mia figlia è titolare del contratto luce. Mia moglie dovrà pagare il canone tv?”. E con una certa puntualità, arrivano anche le prime risposte, che come detto, in alcuni casi sono di carattere pubblico.

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“Ecco la risposta a un’altra domanda che ci avete fatto in moltissimi: D: Se non possiedo apparecchi televisivi, ma sono titolare di utenza elettrica residente, come faccio a non pagare il canone? R: Per superare la presunzione di detenzione di apparecchi televisivi è necessario presentare la dichiarazione di non detenzione, compilando il Quadro A della dichiarazione sostitutiva pubblicata sui siti www.agenziaentrate.gov.it e www.canone.rai.it. Tale dichiarazione ha validità annuale”. Ovviamente però non manca chi nutre forti dubbi sulla sostenibilità di un servizio di tipo social, che potrebbe esporsi alle critiche pubbliche anche più feroci. È il caso di Luca, che scrive così: “Ho sinceramente timore che sui social, senza filtri, la situazione vi scapperà di mano molto presto. Buon lavoro ma soprattutto buona fortuna”.

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E infatti, già non mancano le prese di posizione molto dure, che fanno paventare effettivamente il rischio che alla fine, questa bacheca potrebbe trasformarsi in una sorta di sfogatoio pubblico. Come dimostra la questione posta da Roberto, che esula dalla Rai e dal canone: “Volevo vendere la mia auto. Ho fatto il cronologico ed ho scoperto che dal 23 ottobre giro con un’auto sottoposta a fermo amministrativo senza comunicazione. Ma come mai può avvenire questo in Italia. Ho chiesto oggi agli uffici Equitalia di farmi copia degli atti del fermo per potermi difendere, ma me li daranno solo il 2 agosto. È uno schifo”. Sarà dunque uno sforzo non da poco quello di moderare con accortezza le varie domande che arriveranno, non lasciando troppo spazio a semplici invettive, ma d’altra parte non si dovrà commettere l’errore di attuare una vera e propria censura, che toglierebbe ogni senso a un’iniziativa di questo tipo. Staremo a vedere.

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