Agenzia delle entrate: ecco perché c’è il rischio paralisi

Dopo che la Consulta ha dichiarato illegittimi 800 dirigenti, crollano gli accertamenti e vanno a rilento i rimborsi Iva

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Giuseppe Cordasco

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Rischia di diventare sempre più complicata la situazione dell’Agenzia delle entrate dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimi 800 dei suoi dirigenti, perché non assunti con regolare concorso pubblico. I problemi non arrivano solo dagli innumerevoli ricorsi che sono scattati, dopo la presa di posizione della Consulta, da parte di contribuenti che vorrebbero rigettare provvedimenti controfirmati da dirigenti non idonei; nel caos è finita infatti anche la stessa attività ordinaria dell’Agenzia, visto che il venir meno dei citati 800 dirigenti ha ridotto letteralmente all’osso il numero dei soggetti che possono praticamente approvare tutta una serie di misure operative. A fare il punto sulla situazione è oggi il Corriere della Sera che si sofferma in particolare sui rischi cheattività di ispezione correrebbero le ne e accertamento.

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Già al momento all’attivo mancherebbero ben 1,5 miliardi di euro di entrate. E visto che da questo fronte mediamente ogni anno l’Agenzia recupera cifre che si avvicinano ai 12-14 miliardi di euro, si stima che l’attuale situazione di disagio operativo, potrebbe portare a fine anno mancati introiti per circa 5-6 miliardi di euro. Un vero e proprio paradosso in un momento in cui per bocca del presidente del Consiglio Matteo Renzi, il governo annuncia, subito dopo l’estate, di voler ridurre la pressione fiscale sui contribuenti. Se infatti dovesse venire a mancare parte del normale gettito recuperato proprio dall’Agenzia delle entrate nella lotta all’evasione fiscale, i programmi di riduzione delle tasse potrebbero risultare compromessi in partenza. E a repentaglio non c’è solo l’espletamento dei normali accertamenti fiscali.

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A lanciare l’allarme ci sono infatti anche tantissime imprese per le quali non scattano i periodici rimborsi dell’Iva. Stiamo parlando di una partita da 10 miliardi di euro che si stanno impantanando nelle pastoie di ritardi amministrativi contro i quali i dirigenti realmente attivi e operativi dell’Agenzia delle entrate al momento possono fare ben poco. D’altronde, è bene ricordarlo, è da tempo che la stessa Agenzia per bocca del suo direttore Rossella Orlandi, chiede al governo di intervenire attraverso un decreto d’urgenza per porre rimedio ad una situazione che ormai sembra essere divenuta insopportabile. Una preoccupazione che sembrerebbe finalmente aver trovato ascolto nelle fila dell’esecutivo, intenzionato ad emanare dei provvedimenti ad hoc, attraverso lo strumento della delega fiscale. In attesa che questo avvenga però, l’Agenzia delle entrate deve fare conti, solo per citare uno dei casi più emblematici, con un ufficio regionale lombardo, quello dove viene raccolto normalmente il gettito erariale più cospicuo, che opera con soli 4 dirigenti. 

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