730 precompilato: le difficoltà dei consulenti del lavoro

I professionisti incaricati di compilare le nuove Comunicazioni uniche lamentano tempi troppo ristretti e minacciano lo sciopero

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Giuseppe Cordasco

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Rischia di essere una vera e propria partenza falsa quella che si sta prospettando all’orizzonte per il nuovo 730 precompilato. Tante infatti sono le difficoltà e i nodi ancora da sciogliere, soprattutto per quanto riguarda le incombenze che riguarderanno consulenti del lavoro, commercialisti e Caf che dovranno assistere le famiglie nell’elaborazione dei dati da fornire all’Agenzia delle entrate. Una delle novità più significative della nuova procedura, che prevede appunto l’invio a casa del 730 precompilato a circa 20 milioni di famiglie, riguarda infatti l’addio al vecchio Cud, che verrà sostituito dalla nuova Comunicazione Unica.

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Quest’ultima servirà a fornire all’amministrazione fiscale i dati fondamentali riguardanti il singolo contribuente: dai dati anagrafici ai figli e ai familiari a carico, dai redditi alle ritenute, dalle eccedenze ai crediti d'imposta. Un documento che oltre ad essere decisamente più complicato rispetto al vecchio Cud, dovrà essere pronto entro il prossimo 7 marzo, scadenza che, cadendo di sabato, slitterà al 9 marzo. Tempi ritenuti troppo ristretti e che hanno generato le proteste soprattutto dei consulenti del lavoro, 28mila professionisti a livello nazionale che assistono circa un milione di imprese con 7 milioni di dipendenti.

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A proposito appunto della Comunicazione unica il sindacato unitario dei consulenti del lavoro, l’Ancl, afferma che “si chiede ai professionisti di elaborarla e trasmetterla entro il 7 marzo senza tenere conto che ai consulenti mancherà il tempo materiale per elaborarla”. Senza contare che da quest'anno, c’è l’obbligo di redigere la Comunicazione unica per tutti i redditi, non solo per quelli da lavoro dipendente e pensione che derivano dalla gestione delle buste paga e finivano nel vecchio Cud. Si tratta di un flusso di dati che viene raccolto dai consulenti per la prima volta, spesso all'esterno, e riguarda anche contribuenti con partita Iva, non interessati al 730 precompilato. Una vera e propria montagna di scartoffie che rischia di sommergere i professionisti del fisco, che a questo punto minacciano una protesta clamorosa: uno sciopero, il primo in assoluto della categoria dei consulenti del lavoro, da tenersi dal 7 al 14 marzo, ossia proprio a cavallo della consegna dei dati all’Agenzia delle entrate.

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Un’iniziativa di dissenso che potrebbe mettere a rischio il programma predisposto dal governo che prevede che l’Agenzia delle entrate, raccolti i dati delle Comunicazioni uniche, metta a disposizione dei contribuenti online i 730 precompilati, a partire dal prossimo 15 aprile. Ad aggravare poi la situazione c’è la beffa rappresentata dal fatto che i primi software gestionali da utilizzare per l'invio delle Comunicazioni uniche non saranno pronti prima del 15 febbraio, complice il ritardo nella pubblicazione delle specifiche tecniche. Questo significa che consulenti del lavoro e commercialisti, potrebbero avere a disposizione non più di tre settimane per mettere a punto i documenti da inviare all’Agenzia delle entrate. Un vero e proprio pasticcio dunque, cui il governo potrebbe porre rimedio prevedendo come minimo un posticipo della data di consegna del 9 marzo finora stabilita. Staremo a vedere.

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