730 precompilato, ecco chi paga in caso di errori

L’Agenzia delle entrate ha chiarito le situazioni in cui le responsabilità ricadranno su Caf e commercialisti

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Giuseppe Cordasco

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Tra le novità introdotte dal nuovo 730 precompilato, ce n’è una che ha toccato da vicino i cosiddetti intermediari fiscali. Con le nuove procedure infatti, Caf, commercialisti e più in generali consulenti fiscali che supportano i contribuenti nella compilazione della nuova dichiarazione dei redditi diventano direttamente responsabili in caso di errori. In passato, in generale, tali responsabilità restavano sempre in capo ai cittadini, ora invece Caf e consulenti devono rilasciare il cosiddetto visto di conformità, che impone controlli più serrati sulle dichiarazioni e conseguentemente dunque maggiori responsabilità di fronte al fisco. Proprio per chiarire nel dettaglio questa nuova materia, l’Agenzia delle entrate ha emesso una circolare che elenca le situazioni in cui gli intermediari fiscali saranno chiamati a rispondere direttamente di errori presenti all’interno dei nuovi 730 precompilati.

730 precompilato: dieci cose da sapere


In particolare, Caf e commercialisti, prima di rilasciare il proprio visto ufficiale, dovranno stare attenti a verificare in modo scrupoloso le seguenti voci: le ritenute e gli addizionali che risultano dalle Certificazioni uniche, gli acconti versati o trattenuti, le deduzioni, le detrazioni e i crediti d’imposta, e infine le eccedenze di credito dalla precedente dichiarazione. E’ bene dunque che i contribuenti sappiano che, nel caso venissero riscontrati delle inesattezze riguardo a questi dati, la responsabilità ricadrà interamente sulle spalle degli intermediari che per loro conto hanno verificato e nel caso integrato il proprio nuovo 730 precompilato.

730 precompilato, come evitare gli errori


Caf e consulenti fiscali potranno rigettare tali responsabilità ed evitare dunque le pesanti sanzioni previste, solo nel caso riuscissero a dimostrare che dietro gli errori rilevati dal fisco ci sia stata una precisa e dolosa volontà fraudolenta del contribuente. Tra l’altro un campanello d’allarme è scattato anche per i cosiddetti sostituti d’imposta, ossia nei casi più ricorrenti, le imprese o gli enti previdenziali, che provvedono a redigere le Certificazioni uniche per conto di tanti contribuenti. Ebbene, secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle entrate, gli intermediari fiscali non avrebbero responsabilità nel caso le inesattezze del 730 precompilato fossero riconducibili proprio alle Certificazioni uniche compilate appunto dai sostituti d’imposta. Sarebbero infatti questi ultimi a dover rendere conto al fisco degli errori e contro di loro in seguito potranno rifarsi anche i contribuenti che dovessero incappare in queste situazioni. 

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