730 precompilato, come si invia la nuova dichiarazione dei redditi

Le procedure prevedono la gestione diretta del contribuente, oppure la delega a Caf, commercialisti e sostituti d’imposta

Redditi

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Giuseppe Cordasco

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In vista dell’avvio ufficiale delle procedure di gestione del nuovo 730 precompilato, vale la pena ricordare come sarà possibile inviare al fisco la nuova dichiarazione dei redditi che interesserà circa 20 milioni di contribuenti, tra lavoratori dipendenti e pensionati. Le norme messe a punto dall’Agenzia delle entrate, che il prossimo 15 aprile renderà disponibili sul proprio sito i nuovi 730 precompilati, prevedono tre diverse alternative. Innanzitutto potrà essere il singolo contribuente, che si sentirà in grado di farlo, a scaricare e controllare il contenuto della dichiarazione redatta dall’Agenzia sulla base delle informazioni contenute nelle banche dati tributarie, integrate con quelle trasmesse dai sostituti d'imposta, dalle banche, dalle assicurazioni e dagli enti previdenziali.

730 precompilato, come sarà e chi lo riceverà


In questo caso, come in tutti quelli che illustreremo oltre, ci sarà tempo fino al 7 luglio per rinviare la documentazione necessaria. Il tutto tenendo presente che come ampiamente annunciato, nel caso non si apportino modifiche rilevanti alla dichiarazione ricevuta dal fisco, si potranno evitare controlli e ispezioni successive. Chi dunque avrà le nozioni sufficienti per effettuare un controllo puntuale dei dati del proprio 730 precompilato, integrando quelli mancanti, potrà dunque optare per questa strada, che è poi la più semplice e, come vedremo, anche la più economica. Per tutti gli altri ci saranno due alternative. Una consiste nell’affidare l’intera faccenda al proprio sostituto d’imposta, sia esso un’azienda o un ente previdenziale. Una scelta questa che in tanti hanno già fatto, firmando tempo fa una specifica delega in materia.

730 precompilato: dieci cose da sapere


Delega che dovrà essere sottoscritta anche da tutti gli altri che invece vorranno affidarsi a un Caf o oppure a professionisti del fisco, quali commercialisti o consulenti del lavoro. In questo caso però ci sarà da pagare una parcella, che risulterà decisamente più salata di quella saldata in passato, quando le procedure non solo erano più semplici e dirette, ma prevedevano una assunzione di responsabilità inferiore da parte degli intermediari. Nelle ultime settimane, soprattutto nel mondo dei Caf, si è cercato di tranquillizzare i contribuenti sul fatto che l’onere in questione non sarebbe stato certo un salasso. In ogni caso circolano tariffe che parlano mediamente di 50 euro a pratica, con variazioni che possono essere verso l’alto o verso il basso.

730 precompilato, come evitare gli errori


Ovviamente nel caso di commercialisti e consulenti del lavoro, la trattativa sarà di tipo privato e ognuno pattuirà il dovuto. Da ricordare infine che in alcuni contesti non si potrà beneficiare del nuovo 730 precompilato. È il caso ad esempio dei nuovi assunti nel 2014 per i quali il fisco non aveva ancora banche dati disponibili. In questo caso si procederà con il vecchio sistema del 730 cartaceo, che prevede la consegna al Caf o a chi per esso, della documentazione necessaria a compilare la dichiarazione dei redditi.

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