Economia

Tasse: le città e le regioni che pagano di più

Varese la città dove si tassa di più, Lanusei quella in cui si paga di meno. Tutti i dati della Cgia di Mestre

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Tassati? Troppo? Avete ragione e questa volta potete dire che avete studi alla mano. Segnate quindi questo dato: 114, 4 per cento, che sarebbe più o meno quanto le imposte locali sono aumentate negli ultimi 15 anni secondo la Cgia di Mestre guidata da Giuseppe Bortolussi. E se proprio volete trasferirvi nella città italiana in cui si paga meno, beh, fate un biglietto per la Sardegna in direzione di Lanusei: solo 671 euro di tasse locali, contro i 1.714 euro dei tartassati abitanti di Varese che per bocca del sindaco Attilio Fontana se la prendono con Roma (“non bisogna mai fare quello che dice Roma”).

E ancora, purtroppo, bisogna dirvi che se negli ultimi quindici anni la tassazione è cresciuta, per il 2013 il rischio è che aumenti ancora di più. E ora continuate a leggere, almeno per sapere il motivo degli aumenti. Trasferimenti statali ridotti, comuni a secco, ma in compenso con la possibilità di spremere i cittadini grazie all’aumento dell’addizionale Irpef fino allo 0,8 per cento previsto nell’ultimo decreto di ferragosto voluto dal governo Monti. Sia chiaro, sarà una scelta dei comuni, ma difficilmente evitabile da quanto lamentano gli stessi sindaci.

Ma quanto costerà agli italiani quella che la Cgia definisce “nuova stangata”? 85 euro a testa che peseranno soprattutto ai contribuenti di Trentino (178 euro), Valle d’Aosta (164 euro), Lombardia (130 euro).

Sorrideranno invece per una volta i residenti delle Marche (“solo” 31 euro), Basilicata (46 euro), Puglia (53 euro). “Le tasse si sono spostate dal centro alla periferia – spiega Bortolussi che punta il dito sul mancato adempimento del federalismo fiscale – e pensare che il federalismo doveva razionalizzare le spese. È chiaro che molte volte gli enti siano costretti a aumentare le imposte, tenendo conto che negli ultimi anni hanno dovuto svolgere nuovi compiti e avuto nuove competenze. Come si risolve? Solo facendo una riflessione sulla spesa storica”.

Insomma, tasse, certo chiamatele comunali, ma sempre tasse rimangono. Era il 1996, un’altra epoca, quando le imposte locali erano pari a 47,6 miliardi di euro rispetto ai 102 miliardi di euro di oggi.

Ma bando al passato... la classifica dei capoluoghi tartassati vede al primo posto oltre la citata Verona, Lecco (1681 euro), Bergamo (1665 euro) stesso importo di Monza e Bologna.

All’opposto della classifica insieme a Lanusei ci sono due capoluoghi siciliani, Agrigento (789 euro) e Caltanissetta (767 euro).

Ma cosa diranno a Varese? Il sindaco Attilio Fontana della Lega Nord, si arrabbia un po', tanto da aver contestato il dato. “Bisogna valutare oggettivamente, sei mesi fa eravamo i meno cari della Lombardia, adesso la città con la tassazione più alta del paese. Sapete qual è il motivo? Aver ascoltato Roma. Abbiamo trasformato la tariffa sui rifiuti a tassa (Tia) così come voleva la legge dello Stato. Cosa che non hanno fatto tutti i comuni. Abbiamo pagato di più per adempiere a un dovere. Ebbene dopo averlo fatto alle aziende, ed è soprattutto su loro che grava e non sui cittadini, non è stato possibile più recuperare il gettito iva. Si spiega così l’aumento, per il resto il comune non ha aumentato le tasse. In compenso abbiamo imparato una lezione. Mai fare quello che dice Roma, potete scommetterci”.

Dunque se Fontana non ascolterà Roma, a Lanusei chi un po’ si imbarazza e non sa se conservare il titolo di città più leggera con i contribuenti, è il neo sindaco Davide Ferreli, “sindaco da soli tre mesi”. Tasse regionali basse, tasse provinciali medio basse e tasse comunali mantenute inalterate, spiega in questo modo gli ingredienti della ricetta Ferreli che ha fatto della città sarda, la meno cara del paese. “Siamo un paese grande e una città piccola”.

Seimila anime, vicino al Gennargentu e a venti chilometri dal mare. Una città di servizi in una delle zone più povere di Sardegna e d’Italia che nonostante tutto riesce a garantire ancora il welfare sociale. “Diciamo che siamo una città che riceve poco e che spende meglio. La componente regionale è bassa, quella provinciale pure e questo permette alla fine di avere una tassazione tra le più basse”. Contenti a Lanusei? “Mah, i cittadini non sono mai soddisfatti, eppure anche loro stanno capendo che in un momento difficile sono privilegiati. Ma fino a quando sarà possibile farlo, mi chiedo?”.

Insomma, come a mettere le mani avanti forse anche il sindaco di Lanusei sa di poter perdere il titolo, in questa classifica amara in cui tutti vorrebbero arrivare ultimi. E primi nel cuore dei cittadini.

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