Economia

Tassa patrimoniale: la storia dell'imposta che colpisce i risparmi

E' uno degli storici cavalli di battaglia della sinistra e oggi sembra un fantasma quanto mai vicino

Di-Maio-Zingaretti

Barbara Massaro

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Se i conti devono tornare, ma i fondi non ci sono, sopra le teste dei contribuenti torna a farsi pressante lo spettro della tassa patrimoniale che altro non significa se non mettere un balzello sul patrimonio del contribuente oltre che sul reddito.

E' una mossa che, nella storia italiana - soprattutto quando il centro sinistra è stato a Palazzo Chigi - è stata spesso compiuta con quello spirito da "tasto rosso" da schiacciare quando tutto va male.

E in questo momento il futuro governo rosso giallo ha un gran bisogno di un "tasto rosso" da schiacciare per evitare di sforare il deficit, per far in modo di non dovere aumentare l'Iva e per regalare agli italiani l'illusione che qualcosa di buono e concreto il Conte bis lo possa fare.

E allora ecco che un po' a bocca chiusa, un po' tra i denti, un po' senza dirlo troppo forte l'idea di prelevare denaro (su cui son già state pagate le tasse) dai conti correnti degli italiani non sembra un'idea così malvagia e in Transatlantico se ne inzia a parlare.

Cos'è la tassa patrimoniale

Una tassa patrimoniale, infatti, non è altro se non un balzello che grava sul capitale e sui beni mobili e immobili del cittadino. Secondo alcuni economisti e buona parte della cultura politica del centrosinistra si tratta di una sorta di "tassa dell'equità" in cui i ricchi si prendono carico dei buchi dello Stato e con i propri capitali personali li sanano.

Perché una tassa patrimoniale, straordinaria o fissa che sia, è un metodo veloce per abbattere il debito pubblico e risanare i conti. 

La patrimoniale nella storia

E del resto il tema della patrimoniale è uno dei grandi cavalli di battaglia del Partito Democratico e in generale del centro sinistra. Nella recente storia politica italiana la prima volta che è stato introdotto un prelievo forzoso sui capitali è stato nel 1992 durante il Governo Amato che, per evitare il crack finanziario e permettere alla Lira di restare agganciata al sistema monetario europeo, ha introdotto un prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti bancari.

Per imposta patrimoniale, però, non si intende solo il prelievo sul conto, ma anche la tassazione diretta di beni mobili e immobili e in Italia al momento sono 15 le patrimoniali nascoste che paghiamo ogni anno per un totale di 45,7 miliardi di euro di incassi per lo Stato.

Le patrimoniali "nascoste"

Imu e Tasi, ad esempio, non colpendo il reddito, ma il possesso del bene vanno considerate imposte patrimoniale e valgono da sole 21 miliardi di euro. Poi ci sono l'imposta di bollo, il bollo auto, il canone RAI, l'imposta su imbarcazioni e aeromobili, la tassa sulle transazioni finanziarie e sulle successioni e donazioni.

Dal 1990 ad oggi l’aumento del gettito da imposte patrimoniali è stato pari al 400 per cento, a fronte di una crescita del 90% dell'inflazione.

A fine novembre si era tornati a parlare di una nuova patrimoniale a fronte della bocciatura da parte di Bruxelles della manovra economica, ma in passato più volte i governi (soprattutto a sinistra) hanno fatto ricorso all'imposta sul patrimonio per far cassa.

Tra il 1993 e il 2008, ad esempio è stato in vigore l'ICI, imposta comunale sugli immobili; mentre tra il 1993 e il 1997 è stato tassato - con un'aliquota del 7,5 per mille - il patrimonio delle imprese. Nel 2012, poi, il cosiddetto "Salva Italia" ha introdotto l'IMU e il prelievo sui beni di lusso come macchine di grossa cilindrata, seconde case, barche e aerei privati. Nel 2014, infine, è nata la IUC (imposta unica comunale) che unisce all'IMU anche Tari e Tasi

In Europa non sono molti i Paesi dove sono in vigore imposte patrimoniali e cioè Spagna, Svizzera, Francia e Norvegia, ma sono tutte nazioni che, a differenza dell'Italia, non subiscono la stessa pressione fiscale sul reddito salariale.

Chi colpisce la patrimoniale

A differenza del concetto salviniano di flat tax la patrimoniale va a colpire solo i redditi medio alti che, però, sono quelli che permettono all'economia di continuare a girare grazie a quel rapporto tra consumo e guadagno alla base del progresso economico.

I benefici della patrimoniale, quindi, sono tutt'altro che scontati e se da una parte è una tassa utile per sanare i buchi momentanei di bilancio, dall'altra si tratta di un'imposta che va a minare il capitale stesso di coloro che hanno risparmiato una vita per permettersi un po' di agio.

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