Economia

Tassa patrimoniale: tutto quello che c'è da sapere

Si tratta dell'imposta diretta sul patrimonio. Cavallo di battaglia storico di sinistra e sindacati

Denaro contanti

Barbara Massaro

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Tassare il patrimonio del contribuente oltre al reddito. Una tassa patrimoniale non è altro che un balzello che grava sul capitale e sui beni mobili e immobili del cittadino. Secondo alcuni economisti e buona parte della cultura politica del centrosinistra si tratta di una sorta di "tassa dell'equità" in cui i ricchi si prendono carico dei buchi dello Stato e con i propri capitali personali li sanano.

Perché una tassa patrimoniale, straordinaria o fissa che sia, è un metodo veloce per abbattere il debito pubblico e risanare i conti. 

Cosa ha detto Landini

Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini, sulle colonne di Repubblica è tornato a rilanciare l'idea sostenendo che: "Servirebbe una patrimoniale per lanciare un piano di grandi investimenti. Occorre - ha poi specificato il sindacalista - un piano straordinario di investimenti pubblici e privati che si inserisca in un'idea di sistema Paese basata su un nuovo modello di sviluppo centrato sulla sostenibilità ambientale, partendo dalla manutenzione del territorio, dalle infrastrutture sociali, materiali e digitali".

Landini sostiene che "Serve, finalmente, una riforma fiscale degna di questo nome. È stato un errore gigantesco non averla fatta finora. Non deve riguardare solo le detrazioni sui redditi da lavoro e dei pensionati che sono comunque necessarie, bisogna intervenire sulle ricchezze per una lotta contro le diseguaglianze".

La replica del Governo

Immediata la replica del Ministro del Lavoro Luigi Di Maio che, via social, ha scritto: "Oggi apro i giornali e leggo che tra i sindacati, in particolare uno, c'è chi chiede l'introduzione di una patrimoniale. La stessa patrimoniale tanto cara al Pd" e poi tuona: "Mettiamo le cose in chiaro: mai una patrimoniale, mai fino a quando il Movimento 5 Stelle è al governo. Subito il salario minimo, lo approviamo presto, con o senza il Pd!"

La patrimoniale nella storia

E del resto il tema della patrimoniale è uno dei grandi cavalli di battaglia del Partito Democratico e in generale del centro sinistra. Nella recente storia politica italiana la prima volta che è stato introdotto un prelievo forzoso sui capitali è stato nel 1992 durante il Governo Amato che, per evitare il crack finanziario e permettere alla Lira di restare agganciata al sistema monetario europeo, ha introdotto un prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti bancari.

Per imposta patrimoniale, però, non si intende solo il prelievo sul conto, ma anche la tassazione diretta di beni mobili e immobili e in Italia al momento sono 15 le patrimoniali nascoste che paghiamo ogni anno per un totale di 45,7 miliardi di euro di incassi per lo Stato.

Le patrimoniali "nascoste"

Imu e Tasi, ad esempio, non colpendo il reddito, ma il possesso del bene vanno considerate imposte patrimoniale e valgono da sole 21 miliardi di euro. Poi ci sono l'imposta di bollo, il bollo auto, il canone RAI, l'imposta su imbarcazioni e aeromobili, la tassa sulle transazioni finanziarie e sulle successioni e donazioni.

Dal 1990 ad oggi l’aumento del gettito da imposte patrimoniali è stato pari al 400 per cento, a fronte di una crescita del 90% dell'inflazione.

A fine novembre si era tornati a parlare di una nuova patrimoniale a fronte della bocciatura da parte di Bruxelles della manovra economica, ma in passato più volte i governi (soprattutto a sinistra) hanno fatto ricorso all'imposta sul patrimonio per far cassa.

Tra il 1993 e il 2008, ad esempio è stato in vigore l'ICI, imposta comunale sugli immobili; mentre tra il 1993 e il 1997 è stato tassato - con un'aliquota del 7,5 per mille - il patrimonio delle imprese. Nel 2012, poi, il cosiddetto "Salva Italia" ha introdotto l'IMU e il prelievo sui beni di lusso come macchine di grossa cilindrata, seconde case, barche e aerei privati. Nel 2014, infine, è nata la IUC (imposta unica comunale) che unisce all'IMU anche Tari e Tasi

In Europa non sono molti i Paesi dove sono in vigore imposte patrimoniali e cioè Spagna, Svizzera, Francia e Norvegia, ma sono tutte nazioni che, a differenza dell'Italia, non subiscono la stessa pressione fiscale sul reddito salariale.

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