condomini
Imagoeconomica
condomini
Economia

Tasi: le sanzioni per chi paga in ritardo

Il 16 ottobre scade il termine per pagare l'acconto sulla Tasi in 5.279 Comuni, tra cui Roma e Milano. Ecco cosa rischia chi non paga

Giovedì 16 ottobre scadrà il termine per il versamento della prima rata della Tasi, la nuova imposta sugli immobili che si pagherà per i cosiddetti servizi indivisibili (manutenzione delle sstrade o illuminazioni pubblica) e pari al 50% dovuto su base annua.  Il conto sarà più salato dell'Imu per una famiglia su due. La Uil ha calcolato un costo medio per la nuova imposta di 148 euro (74 euro da versare con l'acconto), ma se si prendono a riferimento le sole città capoluogo l'importo sale a 191 euro medi (96 euro per l'acconto), con punte di 429.

Leggi anche: le 10 cose da sapere sulla TASI

Lo Statuto questa volta non vale

Mentre per i proprietari di immobili che hanno sbagliato a calcolare la Tasi o non si sono accorti di doverla pagare entro lo scorso 16 giugno è stato possibile applicare le disposizioni contenute nell'articolo 10 dello Statuto dei contribuenti, grazie al quale i cittadini in errore hanno evitato di pagare sanzioni e interessi per un periodo ragionevole dopo la scadenza (per circa un mese), non è detto che le stesse considerazioni valgano per il termine del 16 ottobre.

L'articolo 10 dello Statuto, infatti, prevede che il contribuente non deve essere sanzionato se commette una violazione "a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell'amministrazione" o per "obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria". Condizioni che non sembrano valere per la prossima scadenza.

Il ravvedimento operoso

I ritardatari possono regolarizzare la violazione del tributo con il ravvedimento operoso, previsto dall'articolo 13 del decreto legislativo 472/1997: in questo caso la sanzione ordinaria (pari al 30%) è ridotta allo 0,2% per ogni giorno di ritardo per i primi 14 giorni dal termine del pagamento, che sale al 3% dal quindicesimo di ritardo al trentesimo e al 3,75% dal trentunesimo al termine della presentazine della dichiarazione Tasi relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione.

Oltre alla sanzione ridotta dovranno essere versati anche gli interessi legali, pari all'1% su base annua e calcolati in proporzione ai giorni di ritardo. Nel caso di piccoli errori (in eccesso) i contribuenti potranno sanare la situazione in occasione del pagamento della seconda rata il prossimo 16 dicembre.


Attenti ai controlli

Nel caso del ravvedimento operoso è bene accertarsi che il Comune non abbia avviato le attività istruttorie per il recupero delle somme non versate: per usufruire dell'Istituto, infatti, è necessario che "la violazione non sia stata già constatata dagli organi competenti e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche e altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza".

Per chi vale il termine

La scadenza del 16 ottobre vale per tutti i contribuenti degli oltre 5.279 Comuni (tra cui 66 città capoluogo come Roma, Milano, Firenze, Bari e Palermo) che hanno presentato le aliquote entro il 10 settembre. Il termine, invece, non riguarda i cittadini dei 2.181 Comuni che hanno già versato la prima rata il 16 giugno e quelli il cui Comune non ha ancora presentato la delibera e che dovranno pagare l'imposta in un'unica soluzione (con l'aliquota minima dell'1 per mille) entro il 16 dicembre, data di scadenza anche per la seconda rata dell'imposta. Sul web si può trovare l'elenco completo delle tariffe stabilite dai Comuni, disponibile sul sito del Dipartimento delle Finanze.


Chi deve pagare la nuova imposta

La Tasi dovrà essere pagata da tutti i proprietari di prima casa e, nelle amministrazioni che lo vorranno, anche su altri tipi di abitazioni. Una quota del nuovo tributo, e questa è la più grossa delle novità, dovrà essere versata dagli inquilini, per una percentuale compresa tra il 10 e il 30%. Si paga con modello F24 o con un apposito bollettino postale.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti