Tares, esodati e rimborsi alle imprese. Le tre emergenze economiche da affrontare per i nuovi saggi

Fisco, lavoro e pagamenti alle aziende: ecco le patate bollenti per la commissione di esperti nominata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

I saggi scelti dal presidente Napolitano per l'economia (Credits:Ansa)

Andrea Telara

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Fisco, pensioni, lavoro e crediti delle imprese. Sono molte le questioni spinose che il mondo politico deve risolvere con urgenza nei prossimi mesi, per rilanciare almeno un po' l'economia ed evitare un salasso a milioni di famiglie. Il governo in carica guidato da Mario Monti non ha la fiducia del nuovo Parlamento e opera dunque con le mani legate, come fosse un sorvegliato speciale. Le priorità da affrontare del nostro paese non dovranno dunque essere indicate dall'esecutivo, ma dal comitato di saggi nominato dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano. A occuparsi delle questioni economiche e sociali sarà in particolare un “pool” di sei esperti (Enrico Giovannini, Giovanni Pitruzzella, Salvatore Rossi, Giancarlo Giorgetti, Filippo Bubbico e Enzo Moavero Milanesi ). Ecco problemi che si troveranno subito sul piatto.

PAGAMENTI ALLE IMPRESE

Per ridare un po' di fiato all'economia, stanno per essere finalmente sbloccati 40 miliardi di euro di crediti non riscossi, che le aziende italiane vantano nei confronti della pubblica amministrazione (Pa). Già nel 2013, verranno saldati 20 miliardi e altri 20 arriveranno invece nel 2014. Secondo le stime della Banca d'Italia, però, l'ammontare complessivo di debiti della Pa verso le imprese ammonta a 90 miliardi di euro. Mancano dunque all'appello ancora 50 miliardi, che difficilmente lo stato potrà saldare in tempi brevi, senza mettere in atto delle manovre di bilancio di ampio respiro. Lo sblocco della prima tranche di pagamenti, infatti, comporta già una variazione per il deficit del 2013 pari allo 0,5% del pil, che l'Italia è riuscita a concordare a fatica con gli altri partner europei.

I DEBITI DELLO STATO CON LE AZIENDE

LA TARES, L'IVA E LE ALTRE

Se non ci saranno interventi correttivi, nel prossimo mese di luglio i cittadini italiani rischiano una vera e propria stangata fiscale. All'inizio dell'estate, vi sono infatti alcune scadenze molto ravvicinate per il pagamento delle imposte: innanzitutto c'è la Tares, cioè la nuova e salatissima tassa sui rifiuti, che sarà accompagnata dalla prima rata  dell'Imu (imposta comunale sugli immobili). Poi arriverà anche il previsto aumento dell'Iva dal 21 al 22%. Le associazioni di categoria come Confcommercio e i sindacati, assieme al neo-presidente della Camera, Laura Boldrini, stanno spingendo per uno slittamento in avanti (o almeno per una rateizzazione dei pagamenti), in particolare della Tares. In questo caso, però, mancherebbero nel bilancio pubblico almeno 2 miliardi di euro che devono essere recuperati con altri interventi studiati dal governo, con la presentazione del prossimo documento di economia e finanza (Def).

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ESODATI E LAVORO

L'emergenza-disoccupazione è senz'altro una delle questioni più spinose nell'agenda politica attuale, anche se non si vedono ricette efficaci per combatterla. A febbraio, la quota dei senza-lavoro ha fatto registrare a sorpresa un calo dello 0,1% pur rimanendo su livelli elevatissimi (11,6%), che non si registravano in Italia dagli anni '90. Per salvare migliaia di assunzioni precarie a rischio, si pensa da tempo a correggere alcune misure contenute nell'ultima riforma del lavoro approvata dal governo Monti (la legge Fornero). Ancor più spinosa e urgente è la questione degli esodati, cioè i lavoratori che hanno firmato degli accordi per mettersi in mobilità e che rischiano ancora di rimanere senza un impiego e senza la pensione, per effetto dell'ultima manovra previdenziale approvata a fine 2011 (che ha spostato notevolmente in  avanti l'età del pensionamento). Circa 130mila esodati sono stati già messi in salvo ma, secondo le stime più accreditate, restano ancora scoperte almeno 200mila persone. Per tutelarle, il governo e il Parlamento dovranno trovare qualche miliardo di euro nelle magli (molto strette) del bilancio pubblico.

IL PROBLEMA DEGLI ESODATI

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