Tagli alla spesa pubblica: eccoli qui

Panorama ha scovato nelle pieghe del rendiconto 50 interventi, piccoli e grandi, che si possono avviare subito e che porterebbero a risparmi immediati per oltre 16 miliardi di euro l’anno

Il presidente del Consiglio Enrico Letta (Credits: VALERIO DE ROSE / Imagoeconomica)

di Marco Cobianchi, Gianluca Ferraris e Zornitza Kratchmarova

La spesa pubblica italiana nel 2011 è stata pari a 788 miliardi: il 50 per cento del prodotto interno lordo. Nel 2012 la spesa è salita a circa 802 miliardi,
86 dei quali sono stati impiegati soltanto per pagare gli interessi sul debito pubblico.

SERVIZI PUBBLICI GENERALI
1 - Civit, Aran e Oiv sono i tre organi dipendenti dalla presidenza del Consiglio che devono valutare e monitorare le pubbliche amministrazioni. In alcuni casi il loro budget previsionale per il 2013 è salito. Basterebbe non spendessero più di quanto hanno fatto nel 2012, e con un taglio del 5 per cento degli emolumenti dirigenziali si risparmierebbero 1,3 milioni di euro.
2 - Gli enti inutili (tra cui il Banco nazionale di prova per le armi da fuoco di Gardone Val Trompia, l’Opera nazionale per i figli degli aviatori e la Fondazione di beneficenza Vittorio Emanuele III) sono ancora 3.127 e costano oltre 7 miliardi l’anno. Nel 2009 il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli tentò di sopprimerli. Ma in un anno riuscì a tagliarne 24. Eppure, una sforbiciata di un terzo potrebbe liberare risorse per 1 miliardo di euro.
3 - L’anno scorso era iniziato l’iter della legge che stabiliva il taglio di 122 deputati. Se la riforma fosse stata approvata, avremmo risparmiato 140 milioni di euro l’anno.
4 - Il parco auto della pubblica amministrazione è composto, al 1° giugno 2013, da 56.886 vetture, di cui 6.723 con autista (le mitiche auto blu). Tagliare questa spesa anche solo del 10 per cento porterebbe a un risparmio di 100 milioni l’anno.
5 - Se si abolisse oggi il finanziamento pubblico ai partiti, come annunciato dal presidente del Consiglio Enrico Letta, lo Stato eviterebbe di versare cash 476 milioni ogni anno.
6 - Lo Stato è affittuario di 10.108 immobili per 46 mila metri quadrati e un costo totale di 1 miliardo 215 milioni di euro. Secondo uno studio di Stefano Scalera, capo dell’Agenzia per il demanio, attraverso 319 microinterventi si risparmierebbero 14 milioni l’anno.
7 - La Motorizzazione civile è di fatto un duplicato del Pubblico registro automobilistico, che è gestito dall’Aci. Aci e Motorizzazione producono due documenti: il libretto di circolazione e il certificato di proprietà. L’ultimo dato disponibile riguardo al costo della Motorizzazione è del 2006, quando era di 322 milioni di euro.
8 - Il taglio di 2 euro dei buoni pasto (da 7 a 5,29 euro) per i 450 mila dipendenti statali, proposto da Enrico Bondi in qualità di supercommissario alla spending review del governo Monti, garantirebbe un risparmio annuo di 10 milioni di euro.
9 - Nel 2010 la spesa per le prefetture è stata di 583,3 milioni di euro. Vi lavorano 9.541 persone. Se si decidesse di non avere una prefettura per ogni provincia, ma di assegnare a ogni prefettura un bacino di utenza di 350 mila abitanti, il risparmio sarebbe di 100 milioni di euro l’anno.
10 - Per Giuseppe Castronovo (che ha scritto L’accorpamento dei piccoli comuni, ed. Rubbettino) il 72 per cento dei comuni ha meno di 5 mila abitanti. Morterone (Lecco) ne ha 33. Se si accorpassero i comuni con meno di 1.000 abitanti, il risparmio sarebbe di 6 milioni.
11 - Nel 2011 le consulenze e le collaborazioni esterne degli enti pubblici sono state 277.085, con una spesa di 1,29 miliardi. Una sforbiciata del 10 per cento farebbe risparmiare 130 milioni l’anno.
12 - Le società per azioni controllate dagli enti locali sono oltre 7 mila: hanno in totale 24.310 consiglieri d’amministrazione, cui si aggiungono revisori dei conti, sindaci, membri dei comitati di sorveglianza e altri presunti esperti per un totale di 80 mila persone circa. Il costo? Fra stipendi e benefit ammonta a 2,5 miliardi di euro l’anno. Basterebbe tagliare circa un quinto delle poltrone per risparmiare almeno 500 milioni di euro ogni 12 mesi.

DIFESA
13 - L’eliminazione del premio di rafferma per i piloti militari, introdotto nel 2010 per evitare l’esodo verso l’aviazione civile, farebbe risparmiare 5,8 milioni di euro l’anno.
14 - Nel 2011 la spesa per la struttura delle capitanerie di porto è stata di 616 milioni, per il 7 per cento assorbito dal comando generale di Roma. Tagliare un decimo dei costi del solo comando generale darebbe un risparmio annuo pari a 4,3 milioni.
15 - Un capitano con 13 anni di servizio percepisce lo stipendio di colonnello, anche se non ne ha il grado. Lo stesso vale per gli ufficiali superiori. Abolire il privilegio ci farebbe risparmiare 35,3 milioni.
16 - L’«ausiliaria» è una posizione giuridica alla quale possono accedere i militari che hanno raggiunto il limite d’età per la pensione. Abolirla significa risparmiare 326 milioni.
17 - Per tagliare la spesa pubblica la Gran Bretagna ha appena rinegoziato i contratti di assicurazione per il personale in missione e quelli per la logistica risparmiando il 9 per cento. Alle due voci il budget annuo italiano destina 143,8 milioni. Se anche noi riducessimo questo costo del 9 per cento, risparmieremmo 12,9 milioni.
18 - La «mini naia» è un corso di tipo volontario rivolto ai ragazzi italiani. L’anno scorso si era quasi riusciti ad abolirla, ma il Senato l’ha ripristinata. Tagliandola, si risparmierebbero 6,6 milioni l’anno.
19 - I rappresentanti sindacali del Cocer, quando sono in missione, percepiscono un’indennità di 110 euro al giorno. Gli altri militari devono usare le strutture dell’arma di appartenenza. Secondo i radicali, queste indennità costano 25 milioni all’anno.

ORDINE PUBBLICO
20 - Il corpo della Polizia stradale nel 2011 è costato 662 milioni di euro, 26,7 dei quali spesi solo per la gestione degli immobili. Un taglio del 10 per cento significa risparmiare subito 2,67 milioni.
21 - Secondo il rapporto Giarda sulla spesa pubblica, «l’eccesso di spesa» rilevato nel bilancio del 2011 dei Vigili del fuoco ammonta a 522 milioni. Basterebbe eliminare le «diseconomie associate a inefficienze gestionali» per recuperare 14 milioni di euro.
22 - I centri di identificazione ed espulsione (Cie) non possono essere soppressi. Ma i 28,3 milioni in ristrutturazioni e affitti delle strutture potrebbero essere sfrondati negoziando meglio e ricorrendo al patrimonio immobiliare pubblico, risparmiando almeno il 10 per cento della spesa, con un vantaggio annuo di 2,8 milioni.
23 - L’Avvocatura di Stato ha 360 membri, ma spessissimo gli enti pubblici si rivolgono a professionisti esterni. Un giro di vite su questo fronte e il taglio degli emolumenti per riportare i dirigenti con doppio incarico sotto la soglia dei 294 mila euro complessivi di stipendio farebbero risparmiare almeno 3 milioni.
24 - La riduzione degli uffici dei giudici di pace da 848 a 174, insieme con la soppressione di 37 tribunali minori e di 160 sezioni giudiziarie distaccate, sono in forse a causa di otto ricorsi amministrativi. Ma i risparmi realizzabili a regime varrebbero 80 milioni.
25 - La Polizia di frontiera non ha effettivi a Massa Carrara, Lecce, Cosenza, Oristano e Ravenna. Eppure, inspiegabilmente, spende in queste città 124 mila euro l’anno in affitti e spese di pulizia.
26 - Le spese per il comando generale dell’Arma dei carabinieri e per gli altri reparti dell’organizzazione centrale valgono 335,1 milioni di euro, pari al 5 per cento della spesa totale per l’Arma. Ridurre questa spesa del 10 per cento farebbe risparmiare 33,5 milioni.
27 - Nell’era di internet i Vigili del fuoco mettono a bilancio ogni anno 900 mila euro per spese postali.
28 - I trasferimenti alle regioni valgono 71 miliardi. Ma un cittadino residente in una regione a statuto speciale riceve in media 2.713,40 euro all’anno, mentre il suo omologo di una regione a statuto ordinario ne riceve 974,70. Per Renato Brunetta, abolire le regioni a statuto speciale consentirebbe risparmi per circa 5 miliardi.
29 - Il ministero dell’Interno spende 3,3 milioni in cancelleria. Ridurre anche solo della metà questa spesa significa risparmiare ogni anno circa 1 milione 650 mila euro.

SANITÀ
30 - Il decreto Balduzzi nel 2012 prevedeva l’accorpamento degli ospedali con meno di 150 posti letto. Non se ne è più fatto nulla, però a regime consentirebbe un risparmio di 200 milioni.
31 - Ogni giorno oltre il 40 per cento dei pasti serviti ai pazienti viene buttato senza essere consumato, con uno spreco medio di quasi 136 mila euro annui a ospedale. Nelle strutture che utilizzano cucine interne la percentuale scende sotto il 30. Se tutti lo facessero, si risparmierebbero almeno 8 milioni di euro.
32 - Alla Asl di Salerno il commissario straordinario Maurizio Bortoletti è riuscito ad abbattere i costi del 10 per cento in un anno, risparmiando 168 milioni. Il budget della sanità vale circa 112 miliardi: risurre la spesa anche solo dell’1 per cento proderrebbe benefici per 1,2 miliardi.

WELFARE
33 - Le pensioni di guerra, le pensioni dei decorati e gli stipendi dei dipendenti del Vaticano (in questo caso fino a una franchigia di 6.700 euro) sono esenti dall’Irpef. Ridurre della metà questo privilegio vale ogni anno 275 milioni di euro.
34 - Esiste una legge che permette di detrarre le spese funebri. Ne usufruiscono ogni anno circa 423 mila italiani per un mancato incasso pari a 118 milioni 200 mila euro. Tagliare di un decimo questo sconto fiscale farebbe risparmiare 11,8 milioni di euro.

AFFARI ECONOMICI
35 - Le piccole aziende di autotrasporto possono dedurre forfettariamente le spese non documentate in rapporto ai viaggi effettuati. Questo vale 65 milioni: un taglio del 10 per cento varrebbe 6,5 milioni.
36 - Un emendamento (bocciato) al decreto tagliaspese del 2012 prevedeva che la Consip, società del ministero delle Finanze, imponesse ai principali fornitori uno sconto una tantum del 2 per cento sulle nuove fatture. Avrebbe permesso di risparmiare 20 milioni.
37 - Le agevolazioni fiscali in Italia sono 720 e valgono 253 miliardi annui di mancati incassi erariali. Abolire, per esempio, la sola detrazione prevista per le colf (cui ricorrono 444.423 italiani) farebbe aumentare gli incassi di 86 milioni di euro.
38 - Eliminare quanto stanziato nel 2013 per le voci «promuovere l’adesione della Siria alla convenzione sulle armi chimiche», «riqualificazione degli addetti chimico-biologici siriani in applicazioni pacifiche» e «Centro per la risoluzione delle controversie italotedesche legate alla Seconda guerra mondiale» farebbe risparmiare 600 mila euro l’anno.
39 - Le 27 autorità portuali costano 92,2 milioni l’anno. Nel 2009 il ministro dei Trasporti Altero Matteoli propose di ridurle a 13-15. Se si ripresentasse quel testo, si recupererebbero almeno 22 milioni.
40 - I sussidi alle aziende private valgono circa 33 miliardi. Nel caso si decidesse di tagliare anche solo il 20 per cento degli 11 miliardi definiti «aggredibili», si avrebbe un risparmio di 2,2 miliardi di euro in un anno.
41 - I trasferimenti alle imprese da parte delle regioni a statuto ordinario sono calate, tra il 2009 e il 2011, del 40 per cento; quelli delle regioni a statuto speciale si sono ridotti soltanto del 15,1. Se anche le seconde avessero ridotto anche loro i trasferimenti del 40 per cento, avrebbero risparmiato 868,8 milioni nel 2011.
42 - La spending review dell’ex premier Mario Monti prevedeva per il 2012 tagli agli enti locali sotto forma di riduzioni dei consumi intermedi. Sotto questa voce rientrano le spese di funzionamento (penne, carta, attrezzature informatiche, affitti, arredi, auto blu o altro) e quelle per l’acquisto di servizi pubblici da erogare ai cittadini (a cominciare dai trasporti). Riproporre oggi questi tagli significherebbe un risparmio di 500 milioni di euro.
43 - L’abolizione di tutte le province (riallocando i dipendenti presso altri enti pubblici) secondo l’economista Andrea Giuricin farebbe risparmiare 2 miliardi di euro l’anno.
44 - Gli ambasciatori italiani guadagnano in media il 350 per cento in più rispetto ai colleghi tedeschi e sono costati nel 2010 184 milioni, 126 dei quali per «indennità di servizio all’estero». Un taglio di appena il 15 per cento di questa indennità farebbe risparmiare allo Stato 54 milioni l’anno.
45 - La quota di utili netti annuali delle cooperative destinati a riserva non concorre a formare reddito d’impresa tassabile. Questa norma costa, in termini di mancati incassi, 379,8 milioni. Un taglio del 10 per cento significa risparmiare 37,9 milioni l’anno.

SCUOLA
46 - L’ex ministro del Tesoro Giulio Tremonti aveva previsto un riordino degli istituti scolastici accorpando i più piccoli con i più grandi. Monti l’aveva confermato, ma non se ne è fatto nulla. Si potrebbero risparmiare 63 milioni l’anno.
47 - Lo sconto fiscale per l’iscrizione dei figli tra 5 e 18 anni in palestra (o a un corso sportivo) vale 55 milioni di euro l’anno.

CULTURA
48 - I finanziamenti ai giornali di partito valgono 50 milioni. È vero, questi sussidi sono già stati ridotti, ma un ulteriore taglio del 10 per cento farebbe risparmiare altri 5 milioni l’anno.

CASA E TERRITORIO
49 - Il progetto del decreto taglia spese (governo Monti, 2012) di dimezzare l’illuminazione pubblica, limitatamente ad alcune aree e fasce orarie, è stato sostituito con l’efficientamento energetico dei lampioni i cui costi sono stati però scaricati sui comuni. Risultato: solo un quinto degli enti locali è stato in grado di affrontare l’investimento. Peccato perché a regime i risparmi sarebbero stati come minimo pari a 90 milioni l’anno.
50 - C’è uno sconto fiscale che costa 25,5 milioni di euro a favore delle reti di teleriscaldamento, alimentate da centrali a biomassa e da energia biotermica. Il taglio della metà di questo credito d’imposta farebbe risparmiare 12,2 milioni.

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