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PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images
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Economia

Stipendi uomini-donne: l'Italia regina in Europa

L'Italia è insieme a Slovenia, Polonia e Lussembrugo un paese in cui le differenze di compensi sono basse rispetto a Austria e Germania

Quando si parla di parità di genere a livello di compensi si tende a pensare che si tratti di un problema prevalentemente, se non esclusivamente, statunitense. E invece non è così. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Eurostat, anche in Europa la parità di genere è ancora un miraggio.

Statista ha riassunto i risultati dello studio di Eurostat in un grafico che mette bene in evidenza le differenze tra i singoli paesi dell'Unione. Se nell'Europa a 28 lo scarto medio tra il salario di una donna e quello di un uomo è del 16,4 per cento, ci sono nazioni, come l'Estonia (29,9), la Repubblica Ceca (22,1), ma anche le virtuose Austria (23) e Germania (21,6), dove la differenza nei compensi supera addirittura il 20 per cento.

Sono invece solamente 8 le nazioni che si mantengono sotto la soglia del 10: Slovenia (3,2), Malta (5,1), Polonia (6,4), Croazia (7,4), Lussemburgo (8,6), Romania (9,1), Belgio (9,8) e, per una volta, anche Italia (7,3).

Curioso scoprire poi che per la maggior parte delle posizione base riservate a lavoratori alle prime armi le differenze nei compensi per uomini e donne sia spesso minima. Lo scarto cresce invece man mano che si accumulano anni di esperienza, come se quella degli uomini valesse di più di quella delle donne.

Gli esperti di Eurostat hanno anche scoperto che queste differenze aumentano o diminuiscono a seconda dei settori in cui si è impiegati, e gli ambienti peggiori per quel che riguarda la parità di genere sono quello assicurativo e quello finanziario. Infine, ci sono meno differenze nel settore pubblico che in quello privato, soprattutto grazie all'utilizzo diffuso dei contratti collettivi.

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