Economia

Spread sotto i 200. Perché e quanto ci guadagna l'Italia

Mercati ottimisti dopo lo stop alla procedura d'infrazione per eccesso di debito a carico dell'Italia. Gli effetti caso per caso

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Barbara Massaro

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Quando lo spread si alza o si abbassa a subirne le conseguenze (buone o cattive che siano) non sono solo i mercati, le banche e le imprese ma, a cascata, le famiglie e i singoli contribuenti per un effetto a catena che dal ghota della finanza arriva nelle tasche della gente.

Perché lo spread è calato

Dopo lo stop all'apertura della procedura d'infrazione europea nei confronti dell'Italia i listini stanno vivendo giornate d'euforia e Piazza Affari trascina al rialzo le borse del vecchio continente.

Lo spread, ovvero il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco è sceso sotto quota 200 per la prima volta dal giuramento dell'esecutivo gialloverso. Si tratta di una soglia psicologica che tranquillizza i mercati ed entusiasma gli investitori.

Il calo del differenziale di rendimento Btp/Bund è frutto della rinnovata fiducia dell'Europa nella politica economica dell'Italia e determina una serie di effetti a catena che da Piazza Affari arrivano direttamente nelle tasche degli italiani. 

I vantaggi dello spread basso per l'Italia

In primo luogo gli interessi di debito costano meno e questo dà fiducia ai mercati. E visto che l'Italia è campione di debito pubblico il calo prolungato e costante dello spread permette allo Stato di risparmiare parecchio denaro, denaro che con lo spread alto sarebbe servito a pagare il debito  e che invece quando cala determina una diminuzione del costo degli interessi con la possibilità che i soldi non spesi vadano a finanziare istruzione, walfare, opere pubbliche e quant'altro.

Perché questo avvenga, però, lo spread deve restare basso a lungoSi stima che una riduzione a lungo termine di 100 punti base possa far risparmiare allo Stato 3, 4 miliardi l'anno.

I vantaggi per aziende e investitori

Chi voglia e possa investire in titoli di Stato per ottenere un rendimento vicino al 2% dovrà puntare a quelli più costosi e con scadenze lunghe anche se la scadenza lunga fa sì che ci sia la necessità di assumersi il rischio del rialzo dei tassi.

Le aziende, comunque, per avvertire l'effetto del calo del differenziale Btp/Bund dovranno aspettare qualche mese quando il costo di un prestito bancario verrà avvertito come meno caro.

Percepibile subito, invece, è proprio il cambio del mercato del debito (che sia di Stato o d'impresa). Le imprese che si finanziano con emissioni obbligazionarie, in particolare, avranno cedole più basse se lo spread cala.  

E così, ad esempio, Ferrovie dello Stato ha avuto una domanda di 2,5 miliardi di euro dopo aver emesso un bond a 7 anni di soli 700 milioni per progetti sostenibili.

Montepaschi, poi, approfittando del ribasso dello spread ha collocato obbligazioni non garantite per 500 milioni al 4%.

Anche Ubi Banca ha utilizzato le condizioni favorevoli di differenziale per emettere un bond da 300 milioni e la domanda ha superato di 4 volte l'offerta

I vantaggi per le famiglie

C'è infine un beneficio anche per i titolari di mutuo quando lo spread cala. Perché così come il rialzo dello spread ha un effetto negativo sui bilanci delle banche perché i titoli vengono svalutati, la discesa del differenziale Btp/Bund aumenta la possibilità per le aziende di accedere al credito. 

E' stato, infatti, calcolato che per gli istituti bancari un calo di 100 punti base dello spread comporti un miglioramento di circa un miliardo del patrimonio e la rivalutazione del denaro determina benefici per i risparmiatori, le aziende e coloro che chiedono l'accesso al credito a partire dalle famiglie che vogliono comprare casa o effettuare una surroga.

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