Tobin Tax, la stangata arriva il 16 luglio

A metà estate, i primi versamenti dell'imposta riguarderanno ben 4 mesi di operazioni e costeranno diverse centinaia di euro a chi fa più di una compravendita a settimana. Intanto, a Piazza Affari, si teme un calo degli scambi, come è già avvenuto in Francia

Una manifestazione contro il mondo della finanza, davanti alla sede della borsa di Milano (credits:Alessandro Viapiano/ Imagoeconomica)

Andrea Telara

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La tassa è già entrata in vigore ma, per adesso, nessuno ha pagato ancora un centesimo. Bisognerà infatti attendere il prossimo primo 16 luglio per i primi versamenti della Tobin Tax, la nuova imposta sulle compravendite di azioni italiane che ha debuttato il 1° marzo scorso. A metà-estate, dunque, gli investitori  si renderanno davvero conto di quanto pesa sul loro portafoglio questo nuovo balzello che, per chi effettua numerose operazioni sul listino di Piazza Affari, potrebbe rappresentare un boccone abbastanza amaro da digerire, almeno all'inizio.

LA TOBIN TAX AL VIA

Di regola, infatti, la Tobin Tax va pagata mensilmente, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui sono state svolte le operazioni. Esempio: l'imposta sulle negoziazioni effettuate dall'1 al 31 luglio prossimi, va versata entro il 16 agosto, e così via. La riscossione della tassa, che avverrà principalmente attraverso le banche e gli intermediari, deve però ancora entrare a pieno regime. Dunque, il primo versamento della Tobin Tax è slittato un po' in avanti. E' stato  fissato al prossimo 16 luglio e colpirà in un colpo solo tutte le transazioni azionarie eseguite nell'arco di ben 4 mesi: marzo, aprile, maggio e giugno 2013.

LA TOBIN TAX E IL POPOLO DEI TRADER

Per chi effettua molte operazioni, a luglio potrebbe dunque arrivare una stangata. Ecco di seguito alcuni esempi concreti, ricavati dal sito www.tobin-tax.it (che permette di calcolare online il peso dell'imposta).

-Un investitore che in media compie una compravendita di azioni italiane alla settimana, impiegando un capitale di 5mila euro su ogni operazione e tenendo sempre i titoli nel portafoglio per più di un giorno, il 16 luglio pagherà una tassa di 96 euro (relativa a 4 mesi), che salirà a 300 euro circa nell'arco di un anno. Se invece lo stesso investitore impiega mediamente un capitale di 10mila euro in ogni operazione, il peso della Tobin tax sul suo portafoglio raddoppierà: sarà di 192 euro nel primo versamento del 16 luglio e di 600 euro circa, nell'arco di un anno.

-Le cose vanno ovviamente peggio a un investitore che opera con maggiore frequenza sul listino di Piazza Affari e compie in media una transazione ogni 2 giorni, tenendo sempre i titoli nel portafoglio per più di 24 ore. Se il capitale utilizzato in ogni operazione è di 5mila euro, nel primo versamento di luglio (relativo a 4 mesi), l'imposta da pagare sarà di 264 euro e, nell'arco di un anno, supererà i 750 euro. Utilizzando in media una somma di 10mila euro in ogni operazione, lo stesso investitore pagherà invece ben 528 euro nel primo versamento di luglio e addirittura  1.500 euro circa nell'arco di un anno.

TOBIN TAX: LA TEGOLA SUL RISPARMIO

Si tratta di cifre che pesano parecchio sul portafoglio e che, secondo non pochi osservatori, potrebbero avere un soprattutto un effetto: provocare un calo dei volumi di scambio a Piazza Affari, visto che molti operatori saranno invogliati a migrare su listini stranieri (le azioni estere, per adesso, sono ancora esenti dall'imposta, con l'eccezione di quelle quotate in Francia). Il che, secondo Vincenzo Longo, analista della società di trading Ig , avrebbe un effetto opposto a quello perseguito da chi ha voluto la Tobin Tax. L'intento era quello di stabilizzare i mercati ma, secondo Longo, potrebbe addirittura aumentare la volatilità, cioè le oscillazioni dei listini, almeno in alcune giornate.

Se normalmente i volumi di scambio sono ridotti, sottolinea infatti l'analista di Ig, c'è il rischio che i prezzi dei titoli non rappresentino in maniera adeguata il loro reale valore. Dunque, se a Piazza Affari dovesse arrivare all'improvviso una nuova ondata speculativa, con un repentino aumento delle contrattazioni nell'arco di una sola giornata, non è escluso che le oscillazioni degli indici siano ancor più marcate che in passato.

A dieci giorni dall'introduzione dell'imposta, i volumi di scambio registrati da Borsa Italiana nel mercato azionario non sono stati  molto esaltanti: il valore giornaliero delle contrattazioni ha infatti oscillato tra 1,5 e 1,9 miliardi di euro, contro una media attorno a 2,2 miliardi, registrata quotidianamente nei primi due mesi del 2013 e in tutto lo scorso anno. Prima di tirare un primo bilancio sugli effetti della Tobin Tax , tuttavia, bisognerà probabilmente aspettare ancora un po' di tempo. Intanto, però, si può già guardare a ciò che è già avvenuto in Francia, dove una tassa sulle transazioni finanziarie è stata introdotta sin dall'agosto scorso. Sul mercato d'Oltralpe, secondo le stime del centro di ricerche Ceis dell'Università di Tor Vergata, c'è stato infatti un calo degli scambi nell'ordine del 25%, a causa soprattutto di una contrazione delle compravendite ad alta frequenza (high frequency trading).

LA TOBIN TAX E LA LEGGE DI STABILITA'

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