Morgan Stanley: la strategia in Borsa in cinque mosse

Utili sostenibili, esposizione verso i mercati emergenti e ricchi dividendi. Sono queste le parole chiave per sopravvivere all'incertezza economica dei prossimi tre mesi. Evitare banche e titoli ciclici

Morgan Stanley, sede centrale di New York (Credits: Mario Tama/Getty Images)

Cinzia Meoni

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Dopo i rally dei listini di marzo, sta inziando a montare l'ansia di aprile. Nel Vecchio Continente la recessione incombe, la crisi del debito sovrano fa ancora paura e le società rinviano appuntamenti cruciali a causa della mancanza di visibilità in Europa (tra le ultime Pirelli ha posticipato a novembre il piano industriale inizialmente previsto a maggio). In questo scenario sono sempre più numerose le voci che temono l'arrivo di un forte storno sui mercati.

Meglio puntare quindi su strategie di breve e con poche ma chiare idee per evitare di prendere dolorosi abbagli con strategie di investimento non tempestive. È questa la linea strategica di fondo delineata da Morgan Stanley in un recente studio. L'incertezza politica ed economica consiglia di agire una certa prudenza anche se le opportunità di guadagnare dal mercato non mancano. Il broker americano consiglia in merito di seguire cinque mosse per comporre al meglio il proprio portafoglio.

1) Puntare sui gruppi con una forte esposizione verso i mercati emergenti (che il broker consiglia sovrappesare nel portafoglio). In questi Paesi infatti, i consumi continuano a crecere a ritmo esponenziale mentre l'Europa è in declino. In pole position ovviamente la Cina .

2) Selezionare società che presentino utili sostenibili nel tempo, meno vulnerabili quindi alla volatilità del mercato. Quanto poi ai singoli titoli Morgan Stanley ne elenca una serie: Aviva, Bhp Billiton, Gas Natural, International Airlines Group, Lufhtansa, Lundin, Petrofac, Petroleum, Technip e Shire.

3) Lasciar perdere i titoli ciclici che, in attesa di una concreta ripresa economica, sono più esposti ai rischi dell'attuale recessione e, tutto sommato, dopo il rally dei listini del primo trimestre, possono a buon diritto ritenersi sopravvalutati.

4) Evitare i bancari (per cui la raccomandazzione è impietosa: sottopesare). Meglio non lasciarsi ingolosire dalle basse valutazioni toccate dagli istituti di credito europei, i pericoli legati all'incertezza politica e alla crisi dell'eurozona, sono dietro l'angolo.

5) Cercare ricchi dividendi sostenibili nel tempo (...ovvero la traduzione del proverbio "meglio un uovo oggi che la gallina domani"). Morgan Stanley stila un elenco di società dall'elevato rendimento e che, a giudizio del broker, non dovrebbero subire tagli della cedola nei prossimi due esercizi. Tra i titoli che al momento godono di elevati rendimenti (dividend yield, ovvero i rapporto tra cedola e prezzo di Borsa) e che per di più godono di una raccomandazione di acquisto da parte del broker, si segnalano: Abertis Infraestructuras (al 5,2% su entrambi gli esercizi), Eni (6,4% nel 2013 e atteso al 6,6% nel 2014), Hugo Boss (al 4,6% e 5,3%), Imperial Tobacco (al 5,9% e 6,6%), Metso Corp. (al 6% su entrambi gli esercizi), Natixis (rispettivamente al 5,6% e al 6,3%), National Grid (al 6,8% e 7,3%), Rexel (al 4,9% e al 5,9%), Royal Dutch Shell (al 5,6% e al 5,8%), Swedbank (al 7% su entrambi gli anni), Telenor (al 5,6% e al 6,4%), Ziggo (addirittura al 13,1% e al 6,3%).

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