Manager e stipendi, così cambiano i bonus

Sempre più imprese calcolano gli incentivi sui risultati di lungo periodo. Ma non è detto che, alla fine, i manager guadagnino meno

Martin Winterkorn-Volkswagen

L'amministratore delegato di Volkswagen Martin Winterkorn – Credits: John Macdougall/AFP/GettyImages

Stefania Medetti

-

L'amministratore delegato del gruppo Volkswagen l’ha detto chiaro e tondo pochi giorni fa: “Un compenso da venti milioni di euro sarebbe una cosa impossibile da spiegare alla gente”. Martin Winterkorn parla a ragion veduta, visto che è il manager più pagato in Germania (nel 2011 ha incassato circa 17,5 milioni di euro) ed è stato fra i primi in Europa a sentire l’esigenza di dare un tetto ai bonus dei manager. Già nel 2009, infatti, Volkswagen e Kommerzbank hanno messo a punto un sistema che lega il calcolo degli incentivi ai risultati di lungo periodo. Tecnicamente, i bonus sono agganciati alla soddisfazione di clienti e dipendenti, ma anche ai risultati di vendita. Volkswagen, inoltre, ha deciso di non offrire più stock option, mentre Kommerzbank, una fra le prime banche a beneficiare di aiuti di stato nel 2009, ha stabilito che i compensi potranno calare se i manager non incontrano gli obiettivi stabiliti.  

Walter Bettinger, presidente e ceo di Charles Schwab Corp, fa già esperienza degli incentivi di lungo periodo: i suoi quattro milioni di dollari di bonus, infatti, sono vincolati alle performance aziendali raggiunte fra il 1° gennaio 2013 e il 31 dicembre 2016 e potranno essere incassati il 1° di marzo del 2017. Sulla base dei risultati, per Bettinger e colleghi del top management, il bonus potrà andare da zero al 200% dell’importo stabilito. Nel Regno Unito, dopo lo scandalo che ha travolto Barclays , il nuovo amministratore delegato Antony Jenkins ha annunciato nelle scorse settimane di voler rinunciare al proprio bonus per il 2012.Barclays e Hsbc hanno già messo un tetto alla parte variabile dello stipendio dei manager che non può superare, rispettivamente, del 250% e del 300% lo stipendio base. Credit Suisse, fa sapere il Financial Times , ha deciso che la parte variabile del compenso non possa superare il 2,5% dei profitti netti. Usb, a sua volta, sta valutando la messa a punto di un proprio piano di controllo della parte variabile dei compensi che arà presentato la prossima primavera.

Al lato pratico, però, gli stipendi continuano a crescere. Secondo i dati del "Directors Pay Report 2012/2013" condotto dal centro di ricerca britannico Income Data Service , lo scorso anno, gli stipendi e i benefit dei top manager di FTSE 100 sono cresciuti  del 27%, con una media di quattro milioni di sterline . In base ai calcoli dell’istituto britannico, infatti, i compensi dei manager di più alto livello hanno registrato un leggero aumento del compenso base e un sensibile taglio dei bonus, ma sono stati spinti verso l’alto da un ampio incremento degli incentivi di lungo periodo e dalla cessione di azioni basate sulle performance aziendali di lungo termine. Gli incentivi di lungo periodo, appunto, sono cresciuti dell’81% nell’ultimo anno e rappresentano ormai oltre il 50% della remunerazione totale. E non si tratta di un caso isolato, visto che questo tipo di bonus è ormai diffuso presso il 90% delle aziende di FTSE100. “Molti di questi sistemi di compensazione - ha spiegato Steve Tatton, responsabile del report - tengono conto delle performance dei concorrenti e non dell’andamento storico dell’azienda. Il che significa che i manager possono essere pagati anche se i risultati che hanno prodotto sono negativi, nel caso in cui i concorrenti di riferimento abbiano fatto peggio».

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Lenovo, l'azienda dove l'amministratore delegato condivide il bonus con i dipendenti

Prima assoluta dalla Cina: l’amministratore delegato della tech  company incassa il premio e distribuisce 314 dollari a 10 mila  dipendenti

Commenti