Eni e Saipem: lo scandalo algerino e le prospettive per le azioni

Gli analisti continuano ad apprezzare il titolo del gruppo guidato da Paolo Scaroni. Qualche problema in più, invece, per la società controllata finita nell'inchiesta

Il caratteristico simbolo del'Eni, con il cane a sei zampe (Credits: Guido Montani/Ansa)

Andrea Telara

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Un rimbalzo di oltre l'1% che segue il tonfo subito ieri (-4,6% a fine seduta). Così, il titolo Eni ha concluso la mattinata di oggi a Piazza Affari, dopo lo scandalo sulle presunte tangenti pagate dalla controllata Saipem in Algeria, che hanno portato tra gli indagati anche l'amministratore delegato del gruppo, Paolo Scaroni .

LE INDAGINI SU SAIPEM

Ora, molti investitori si interrogano sulle prospettive in Borsa di tutta la galassia Eni che indubbiamente, al di là dei risultati dell'inchiesta, ha risentito delle recenti vicende giudiziarie. Per gli analisti delle case d'affari, però, è bene non fare di ogni erba un fascio: una cosa sono le previsioni sul titolo Eni, che riscuote ancora le preferenze di non poche banche d'investimento, e un'altra cosa quelle delle azioni Saipem che, nei giorni scorsi, hanno subito un crollo sul listino di oltre il 30%, da cui difficilmente potranno rialzarsi in tempi brevi.

IL CROLLO DI SAIPEM IN BORSA

Subito dopo le notizie delle indagini su Scaroni, l'ufficio studi della svizzera Ubs ha confermato il proprio rating buy (comprare) sul titolo Eni, mantenendolo tra le proprie top pick (cioè nella lista delle azioni preferite nel comparto petrolifero) e fissando un prezzo-obiettivo di 21 euro (contro i 17 euro circa attuali). Gli analisti della casa d'affari elvetica ritengono infatti che la società del cane a sei zampe subirà dalla vicenda algerina (a prescindere da come andrà a finire) soprattutto un danno di reputazione, più che economico, benché si intraveda all'orizzonte un rischio da non sottovalutare, almeno nel breve termine. “Il numero di compagnie del comparto energetico coinvolte in questi problemi sta aumentando”, sottolineano gli esperti di Ubs, “e potrebbe spingere gli investitori a vendere i titoli, sull'onda di notizie negative”.

Anche per l'ufficio studi di Equita Sim, i danni causati dalla vicenda algerina al gruppo Eni saranno soprattutto d'immagine. Tuttavia, gli analisti della casa d'investimenti consigliano di trattare con prudenza le azioni della società petrolifera, su cui rilasciano un giudizio neutrale. Dello stesso parere sono anche gli esperti di Intermonte, Kepler ed ExaneBnp-Paribas. Nel compesso, però, il colosso petrolifero italiano si salva dalla scure degli analisti, raccogliendo un totale di 18 raccomandazioni di acquisto, su circa 30 banche d'affari che ne seguono il titolo a Piazza Affari.

SAIPEM E I  SOSPETTI DI INSIDER TRADING

Discorso diverso, invece, per le azioni di Saipem, sulle quali i rating buy oggi scarseggiano un po'. In totale sono 7 su 30, mentre alcune case d'affari come Banca Imi, Natixis, Merrill Lynch-Bank of America e Intermonte consigliano di vendere i titoli o di ridurre il loro peso complessivo nel portafoglio. Alla controllata di Eni, attiva nell'esplorazione di giacimenti petroliferi, lo scandalo algerino potrebbe costare qualche cosa in più di un semplice danno alla reputazione. Negli anni recenti, i casi di corruzione hanno infatti portato a maxi-multe a carico di grandi multinazionali quotate in borsa. Nella peggiore delle ipotesi, secondo gli analisti di Exane, l'“ammenda” a carico di Saipem non potrebbe arrivare a 1,75 miliardi di euro anche se, a detta degli esperti, è ancora troppo presto per fare previsioni.

IL BUSINESS DI SAIPEM NEL MONDO

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