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Roaming, ecco come saranno del regole del futuro

Dal 2017 addio alle tariffe europee, con norme severe però per evitare le truffe ai danni delle compagnie telefoniche

A partire dal prossimo 15 giugno 2017 nei Paesi dell’Unione europea ci sarà l’abolizione delle tariffe di roaming. Partendo da questo presupposto, fissato ormai già da qualche tempo, la Commissione europea sta lavorando a definire delle regole certe che possano guidare questa fase di transizione, garantendo piena libertà ai consumatori, ma allo stesso tempo evitando che le compagnie telefoniche possano subire delle vere e proprie truffe. E allora cerchiamo di capire quali sono i rischi che sono stati individuati in questo processo di abolizione delle tante odiate tariffe di roaming, e come la stessa Commissione vorrebbe evitarli. Anche in questo caso è utile ricordare preliminarmente un dato quanto mai significativo.

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Nell’Unione europea le tariffe telefoniche domestiche dei singoli Paesi aderenti sono nettamente differenti. Basti pensare che in Irlanda, una delle realtà con i costi maggiori, si arriva a pagare qualcosa come sei volte di più di quello previsto ad esempio in Lettonia. Potrebbe accadere allora che un cittadino dell’Unione acquisti una sim card in un Paese, uno di quelli con tariffe più basse, e la utilizzi poi in maniera abituale all’interno di un altro Stato. La tariffa risultante sarebbe quindi quella del Paese originario, visto che a partire dall’estate 2017 verrebbero eliminati i citati costi di roaming. È questo dunque il rischio più grande che bisogna prevenire per evitare che le varie compagnie telefoniche vengano sostanzialmente truffate.

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Non è un caso allora che proprio queste ultime si siano sempre dichiarate contrarie all’abolizione del roaming, perché a fronte di tariffe domestiche sempre più modeste, importanti entrate giungevano invece proprio dal traffico internazionale. E questo nonostante, dati dell’Unione alla mano, negli ultimi anni le tariffe di roaming siano mediamente diminuite del 90%. Un crollo che però molti consumatori non notano ogni volta che si trovano a fare i conti con una bolletta in cui è presente del traffico telefonico internazionale. Da qui la richiesta ferma di perseverare sulla linea dell’abolizione del roaming, trovando però una sorta di scappatoia contro le eventuali truffe.

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In questo senso, la Commissione ha allora messo a punto delle linee guida che prevedono una corretta valutazione delle specifiche situazioni di un cliente tenendo conto del suo paese di residenza, o di quello con cui ha comunque legami stabili, considerando inoltre segnali di abuso il fatto di registrare un traffico domestico insignificante rispetto al traffico in roaming. Queste precauzioni dovrebbero essere sufficienti a determinare eventuali truffe, contro le quali potranno poi essere adottate misure repressive anche di carattere economico. In questi casi infatti le compagnie saranno autorizzate a imporre un sovrapprezzo che secondo Bruxelles dovrebbe essere di 4 centesimi per minuto di telefonata, un centesimo per sms e 0,85 centesimi per megabyte.

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Per il momento si tratta come detto di linee guida che dovranno essere approvate in via definitiva sentito il parere di tutti gli attori in campo. Molti paventano il rischio di ricorsi e di controversie giudiziarie, e chiedono di rivederle. In ogni caso una soluzione bisognerà trovarla, e il tempo stringe, visto che la Commissione avrebbe intenzione di chiudere questo dossier entro la fine di quest’anno.

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