Risparmio: per gli italiani una patrimoniale nascosta da 9 miliardi

A partire dal 2011, secondo una ricerca pubblicata sul numero di Panorama in edicola, i governi hanno aumentato i prelievi su conti correnti e investimenti del 130 per cento

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A partire dal 2011, i governi hanno colpito pesantemente il risparmio degli italiani con una patrimoniale strisciante che, secondo una ricerca realizzata dal centro studi ImpresaLavoro e pubblicata in esclusiva da Panorama sul numero in edicola da giovedì 22 gennaio, vale circa 9 miliardi di euro annui. Tanto per fare un confronto, se oggi venisse replicata la manovra di Giuliano Amato del 1992 sui conti correnti, si tratterebbe di un prelievo di 3 miliardi, un terzo rispetto agli aggravi imposti negli ultimi quattro anni.
Come ricorda l’indagine, tra la fine del 2011 e la metà del 2014 le aliquote sui redditi di natura finanziaria sono più che raddoppiate, passando dal 12,5 al 26 per cento, salvo eccezioni (come i titoli di Stato); nel marzo 2013 è stata introdotta una tassa su una parte delle transazioni finanziarie (la Tobin tax); infine, c’è stata la trasformazione dell’imposta di bollo sul deposito titoli in una vera e propria patrimoniale introdotta nel 2012 e già raddoppiata nel giro di due anni: oggi pesa per lo 0,2 per cento sui depositi di titoli (azioni, obbligazioni, titoli di Stato), sui depositi bancari, sui fondi e su alcune polizze, e per 34,20 euro per i conti correnti oltre una giacenza media di cinquemila euro. Risultato: secondo i calcoli di ImpresaLavoro, il prelievo complessivo sul risparmio degli italiani è passato dai 6,9 miliardi del 2011 ai 15,9 attesi per il 2015, con un aumento del 130 per cento.

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