Ecco quanto si può guadagnare con Airbnb

Le ultime elaborazioni fotografano il rendimento del mercato americano

Airbnb

– Credits: Martin Bureau/AFP/Getty Images

Stefania Medetti

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Per la prima volta e dopo mesi di controversie, Airbnb ha reso noti i dati sulle modalità con cui gli appartenenti alla sua comunità affittano posti letto a New York, lo riferisce il New York Times che dedica un articolo all’argomento. I dati, rigorosamente anonimi, sono uno spaccato del tipo di offerta, frequenza di affitto e guadagno da parte degli affittanti. L’azienda, valutata oggi 24 miliardi di dollari (una valutazione superiore ai 21 miliardi della catena Marriott che conta oltre quattromila hotel), intende così dimostrare che quasi la totalità degli spazi messi a disposizione degli ospiti non appartengono a hotel illegali. Nello Stato di New York, infatti, l’affitto di una casa per un periodo inferiore a trenta giorni è considerato illegale se non è presente il proprietario. Dai dati emerge che il 75% dei ricavi fa capo a persone che condividono la propria casa con gli ospiti e, in cambio, incassano una media di 5.110 dollari l’anno.

Ma non è New York la città americana in cui si può pensare di guadagnare di più con Airbnb. Una ricerca che ha preso in considerazione i prezzi delle case in affitto elaborati da Beyond Pricing, una società che aiuta gli utenti a stabilire il prezzo della propria offerta su Airbnb, stima che in quindici città negli Stati Uniti si può sperare di coprire l’81% dell’affitto o del mutuo. In città come Miami, San Diego, Chicago, Dallas e Filadelfia, si arriva al 90%, mentre a Houston, le cose vanno ancora meglio, perché affittando una stanza si può sperare di coprire integralmente il costo di una casa di due stanze. Le possibilità di guadagno, inoltre, crescono a seconda dello spazio disponibile: annunci per un’intera casa generano un profitto medio annuale di 20mila dollari. Il tutto, però, è subordinato all’effettivo arrivo di ospiti.

Chi guadagna veramente, alla fine, è Airbnb. Senza doversi far carico di accogliere ospiti e rifare i letti, la giovane azienda si mette in tasca una commissione del 3% da parte di chi ospita e dal 6 al 12% per gli ospiti. Le più recenti proiezioni, citate dal Wall Street Journal, danno il giro d’affari 2015 a quota 900 milioni di dollari, un incremento di oltre il 300% rispetto ai 250 milioni di dollari del 2013. E l’azienda punta ad arrivare dieci miliardi di dollari nel 2020, anno che dovrebbe segnare il break-even con un profitto lordo da tre miliardi di dollari. Per raggiungere questo obiettivo, Airbnb dovrà passare dall’1 al 10% del mercato dell’ospitalità nei prossimi cinque anni ed è per questa ragione che, continuando a investire, chiuderà l’anno con una perdita operativa da 150 milioni di dollari.

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