Le cinque previsioni sbagliate del 2012

Dalla Cina all'uscita di un Paese dall'Eurozona, al pil europeo e americano

Christine-Lagarde

Il presidente del fondo monetario internazionale Christine Lagarde – Credits: PATRICK KOVARIK/AFP/Getty Images

Stefania Medetti

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Fare una previsione per il 2012 alla fine dello scorso anno non era difficile. Come ha scritto sul Guardian il professore Nouriel Roubini : ‘Il trend è decisamente poco favorevole: recessione in Europa, crescita anemica negli Stati Uniti, rallentamento in Cina e nella maggior parte delle economie emergenti’. E poi ancora: prezzo delle case in calo, disoccupazione in crescita e una politica monetaria impegnata a fare i conti con un numero di opzioni sempre più ristretto. Ma non tutto quanto era stato previsto per il 2012 è diventato realtà. Alcune previsioni, infatti, si sono rivelate clamorosamente sbagliate. Ecco le cinque più importanti.

- Per la Cina, uno dei punti cardinali dell’economia globale, il 2012 avrebbe significato un rallentamento del Pil. Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, tenuto conto dell’inflazione avrebbe toccato il 9% , in linea cioè con le previsioni di sviluppo del Paese. Tirate le somme, invece, pare l’anno chiuderà meno bene del previsto. Con un semplice (ma per molti Paesi invidiabile) +7,8%.

- Fra le dieci previsioni per il 2012 pubblicate da Forbes , ne figurava anche una sulla Casa Bianca. ‘Se il candidato sarà Romney o qualcuno con analoghe vedute moderate in grado di attrarre i consensi degli americani indipendenti, Obama sarà sconfitto’, ha azzardato Andrew Klausner, advisor e autore di un blog sulla testata, salvo essere smentito dagli elettori.

- Se le cose rimarrano invariate nella manciata di giorni che mancano alla fine dell’anno, risulterà errata la previsione del Center for Economic and Business Research , società di consulenza britannica che dava al 60% l’uscita di almeno un Paese dall’area euro entro il 2012. La Grecia, infatti, è ancora a bordo.

- Quanto all’andamento dell’Europa, a gennaio 2012, il Fmi prevedeva una contrazione dello 0,5% del Pil rispetto al +1,1% preventivato, con chiusura d’anno a +0,6% (Italia: contrazione del 2,2% e Spagna dell’1,7%). A ottobre, il dato era il seguente: +0,4%.

- Per gli Stati Uniti, sempre il Fmi prevedeva un prodotto interno lordo a +1,8%. Oggi siamo sopra il 2%.

Un assaggio per il nuovo anno, infine, arriva ancora una volta da Goldman Sachs : Jan Hatzius, chief economist global investment research, prevede un anno fotocopia: ‘Ci aspettiamo un altro anno relativamente debole per l’economia mondiale, con una crescita leggermente superiore al 3%. Un andamento sul 2% per gli Stati Uniti e una contrazione in Europa’.

Sotto alla superficie, a quanto pare, qualche ragione di ottimismo c’è : ‘Il 2013 sarà un po’ più friendly del 2012, ma bisognerà aspettare che la pressione fiscale, soprattutto negli Stati Uniti, si allenti. Altra notizia positiva riguarda l’Europa: i rischi di un contagio si vanno ridimensionando, grazie anche alle decisioni della Bce’. Il tutto, al netto delle profezie Maya.

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