Perché investire nell'oro non conviene

I metalli preziosi non generano ne' interessi ne' dividendi, non proteggono dall'inflazione e il loro apprezzamento nel tempo non è garantito

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Monete di cioccolata – Credits: LEON NEAL/AFP/Getty Images

Claudia Astarita

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In tempi in cui i mercati oscillano più del solito e le prospettive di crescita futura, a prescindere dal fatto che sia stata adottata una prospettiva di medio o di lungo periodo, non sono particolarmente incoraggianti, è normale guardare all'oro come una possibilità concreta, e sicura, per investire

Perché l'oro è un bene rifugio

Del resto, l'oro è sempre stato considerato un "bene rifugio", un indicatore controciclico della crescita economica. Questo perché il suo prezzo tende ad aumentare quando l'economia va male, e cala quando invece il tasso di sviluppo cresce a ritmo sostenuto. E' proprio per questa sua natura anticiclica che tanti operatori finanziari consigliano a piccoli e medi investitori di inserire i metalli preziosi nei loro portafogli. L'idea è proprio quella di aiutarli a mantenerli a galla nei momenti di difficoltà dei mercati. Nella speranza che i guadagni derivanti dall'aumento del prezzo di oro e argento possa almeno in parte controbilanciare le perdite sul fronte azionario.

Perché investire nell'oro non conviene

Questa prospettiva è stata però recentemente smentita da Forbes, che in un articolo firmato da John Wasic ha spiegato alcuni dei motivi per cui investire in oro non conviene. Queste preziosissime monete, infatti, non solo non generano ne' interessi ne' dividendi, ma non proteggono nemmeno i risparmiatori dall'inflazione e il loro apprezzamento può essere in qualche modo garantito.

Del resto, storicamente l'oro è stato acquistato per "paura" tutte le volte che i mercati andavano male. Eppure, se in passato in alcune occasioni i metalli preziosi hanno funzionato bene come beni rifugio, andrebbe ricordato come dal 2008 in poi chi ha investito in oro si è arricchito ben poco.

Il potere degli intermediari finanziari

Il motivo principale per cui l'oro ha smesso di essere un bene rifugio è legato al fatto che dal 2008 in avanti inflazione e tassi di interesse sono rimasti molto bassi. Tutto questo però non ha impedito agli intermediari finanziari di proporre ai propri assistiti di investire in metalli preziosi. Del resto, dal loro punto di vista vendere oro è facile e conveniente: l'idea del "bene rifugio", soprattutto in tempi di crisi, piace. E i broker si arricchiscono comunque con le commissioni.

Un argomento che si usa spesso, ricorda Forbes, è che l'oro è molto più stabile e sicuro di titoli di stato e azioni, perché stati e aziende possono fallire. Vero, ma sarebbe interessante osservare la loro reazione alla considerazione secondo cui se il mercato finanziario dovesse fallire non sarebbe certo l'oro a tirarci fuori dai guai.

Consigli utili per evitare fregature

Pur ribadendo che investire in azioni moderatamente sicure conviene di più che investire in oro, anche in tempi difficili, Forbes conclude la sua analisi dando qualche consiglio a chi ai metalli preziosi non riesce proprio a rinunciare. Cercate di ottenere una valutazione indipendente dell'oggetto in oro che state per acquistare. Quella fornita dal venditore potrebbe essere gonfiata. Fate attenzione ai costi delle transazioni, e se acquistate oro senza farvelo recapitare fisicamente, assicuratevi che ciò che state comprando esista davvero. Infine, non fidatevi delle offerte last-minute o dei pacchetti che vanno acquistati "immediatamente". Nella maggior parte dei casi nascondono delle fregature.



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