Perché la Bce vuole abolire la banconota da 500 euro

Si sospatta un loro utilizzo da parte della rete del terrorismo jihadista, ma l'allarme lanciato dalle autorità in passato è stato inascoltato

Banconote di euro sequestrate durante un'operazione di polizia in Belgio – Credits: Denis Charlet/AFP/Getty Images

Massimo Morici

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Le banconote da 500 euro sono finite nel mirino di Bruxelles, anche se la Bce continua a fare melina.

Pare che in certe banche le chiamino "Bin Laden", perché esistono sospetti di utilizzo legato anche ad attività terroristiche, come ha ricordato di recente Geronimo Emili, esperto di comunicazione d'impresa e pioniere nella lotta al contante in Italia e in Europa alla guida di Cashlessway, un'associazione nata per diffondere la cultura digitale dei pagamenti (tra i sostenitori c'è anche l'Abi).

L'allarme in verità è contenuto in una comunicazione della Commissione europea all'Eurotower, tanto che Francoforte sarebbe tornata a riflettere sull'opportunità di fermare le emissioni della banconota col taglio più grosso attualmente in circolazione (in America è da 100 dollari).

Dopo i fatti di Parigi dello scorso anno e gli attacchi sventati in Germania, potrebbe essere la lotta al terrorismo a spingere la banca centrale a prendere una decisione nelle prossime settimane, secondo quanto riportavano indiscrezioni stampa nei giorni scorsi.

Per ora Draghi, durante una recente audizione al Parlamento europeo, si è limitato a dire che non intende "facilitare i criminali".

Più chiaro è stato il consigliere Yves Mersch, ex governatore del Lussemburgo: se i 500 euro sono la gioia dei criminali "ci piacerebbe vederlo confermato da prove" ha detto.

Per prendere una decisione, infatti, l'Eurotower è in attesa di un’informativa da parte delle forze dell’ordine e dell'organizzazione intergovernativa per la lotta al terrorismo.

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Di nuovo sotto i riflettori
Ma dov'è la novità della guerra alla maxibanconota? Che i 500 euro siano purtroppo sinonimo di economia sommersa, è un fatto noto da quando le maxibanconote sono entrate in circolazione.

Lo sanno le autorità in Italia, dove la Banca d'Italia e la Guardia di Finanza negli ultimi anni hanno avvertito più volte il Parlamento che i tagli grossi (200 e 500 euro, appunto) sono i preferiti per il riciclaggio considerando la facilità di trasporto e la possibilità di nascondere somme ingenti in poco spazio: basta un pacchetto di sigarette.

Lo sanno da almeno sei anni anche le autorità in Europa: nel 2010 la stessa Bce ha stimato che il valore delle banconote da grosso taglio sfiorava quasi il 35% del circolante in banconote: un dato eccessivo rispetto all'uso comune, che ha alimentato i sospetti di un uso funzionale alle attività di riciclaggio.

Sospetti confermati, però, al di là della Manica: il Regno Unito proprio nel 2010 ha deciso il blocco alla vendita e al cambio di biglietti da 500 euro dopo l'allarme lanciato dall'agenzia governativa secondo cui il 90% di quelle in circolazione finiva in mano a malfattori.

Sospetti che hanno trovato una parziale conferma due anni dopo nel nostro Paese nei risultati di un rapporto della Fondazione Icsa, centro studi su sicurezza, difesa e intelligence: stando al report, quattro maxibanconote su cinque nel 2012 erano depositate in tre aree ben definite a ridosso di (ex) noti paradisi fiscali e cioè il confine italo-svizzero, la provincia di Forlì (che confina con San Marino) e il Triveneto.

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Maxibanconote sparite dalla circolazione
Sono passati sei anni, ma nell'Eurozona si è fatto poco anche perché le oltre 600mila banconote da 500 euro in circolazione hanno un controvalore di oltre 300 miliardi di euro. E questo forse spingerebbe i banchieri centrali a essere cauti a riguardo.

Quanto alle maxibanconote, in Italia, dove l'asticella per l'uso dei contanti è stata alzata a 3.000 euro, in realtà circolano sempre meno.

Lo ha detto un anno fa il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, durante un'audizione alla Commissione Antimafia: "Vengono portate qui per essere versate ma non vengono più prelevate per essere spese, perché sono molto usate nel resto del mondo".

Per fare che? Visco se l'è cavata dicendo che all'interno della Bce "la maggioranza non vuole eliminarle" perché "ad altri probabilmente servono e a noi no".

Ha snocciolato anche qualche cifra: a Via Nazionale a inizio 2015 risultavano prelievi per 167mila biglietti da 500 euro e versamenti per 19,3 milioni di biglietti.

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