Pagamenti Pa alle imprese, le proposte elettorali per gli arretrati

Bersani pensa a titoli pubblici, Berlusconi alla Cassa depositi e prestiti e Monti parla di bonus fiscali

(Credits: Imagoeconomica)

Giuseppe Cordasco

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In una campagna elettorale decisamente avara di argomenti strettamente connessi al futuro economico del Paese, fa piacere sottolineare che in alcune occasioni ha fatto capolino il tema scottante dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese. Una questione la cui gravità è stata pesantemente riconfermata proprio in queste ore dai dati aggiornati del ministero dell’Economia secondo i quali nel 2012 le imprese che hanno lavorato con lo Stato hanno ricevuto il 31% di pagamenti in meno rispetto a quattro anni indietro. Numeri che si fanno ancora più brutali se si passa a considerare solo Province e Comuni, enti per i quali le ristrettezze del Patto di stabilità hanno influito in maniera ancora più determinante sulla possibilità di onorare gli impegni economici con le imprese. Si scopre allora che i pagamenti sono letteralmente crollati, per i Comuni del 36% negli ultimi quattro anni e del 13,8% solo rispetto al 2011, e per le Province del 44,4% nel quadriennio passato e del 19,3%  rispetto sempre al 2011.

MANCATI PAGAMENTI E POSTI DI LAVORO A RISCHIO

E questo 2013 non è iniziato certo con auspici migliori, visto che a gennaio i pagamenti pubblici sono già calati del 28,9% rispetto a gennaio  del 2012, con mancati introiti per le imprese valutabili in valore assoluto in circa 900 milioni di euro. Somme che si vanno aggiungere ad un arretrato dalle dimensioni colossali, e che è stato stimato intorno ai 140 miliardi di euro complessivi. E’ apparso dunque quasi ovvio che nel corso della campagna elettorale il tema si conquistasse un minimo di attenzioni da parte dei leader politici.

Il leader del Pd e candidato premier Pier Luigi Bersani, incontrando imprenditori esasperati dai mancati pagamenti della pubblica amministrazione, ha proposto di emettere titoli pubblici per un valore di circa 50 miliardi di euro, i cui proventi possano servire proprio a sanare molti degli arretrati vantati dal mondo delle imprese nei confronti di amministrazioni pubbliche. Per lo schieramento di centrodestra invece Silvio Berlusconi ha indicato la strada che porta alle risorse della Cassa depositi e prestiti che, insieme a fondi provenienti da accordi fiscali con la Svizzera, potrebbero creare i presupposti finanziari per pagare le imprese. E proprio in queste ultime ore, è arrivato su questo tema anche la proposta di Mario Monti, leader del raggruppamento di Centro. Incontrando i vertici dell’Ance, l’associazione che riunisce i costruttori, l’attuale premier ha detto che potrebbero essere messe in campo risorse per 30 miliardi di euro per pagamenti arretrati della pubblica amministrazione. Non ha specificato nel dettaglio da dove dovrebbero arrivare, anche se ha fatto riferimento ad eventuali bonus fiscali che potrebbero creare agevolazioni per le imprese.

CREDITI DA SBLOCCARE, TUTTI I DUBBI DELLE IMPRESE

Insomma, ricette diverse, che però puntano ad affrontare, in maniera speriamo efficace un problema che ormai affligge la maggior parte delle aziende che lavorano con il settore pubblico. Il tutto in attesa che entri definitivamente in vigore la nuova normativa, voluta dall’Unione europea, che imporrà a tutti gli enti pubblici pagamenti entro i 30 giorni, salvo casi particolari per i quali ci sarà una possibile dilazione a 60 giorni. Un rimedio buono per il futuro, ma per il mostruoso pregresso accumulato, purtroppo, le soluzioni definitive sono ancora tutte da inventare e dovrà pensarci con urgenza il prossimo governo.

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