Soldi

Obbligazioni Mps, quali sono le più rischiose

Scade fra due anni una tranche di bond subordinati dell'istituto toscano, che rischiano grosso in caso di dissesto della banca (al momento improbabile)

MPS says no more secrets after exposing derivatives losses

Andrea Telara

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A Bruxelles le trattative vanno avanti e tutti ormai scommettono su un esito positivo. E' infatti probabile che l'Unione Europea, alla fine, dia il via libera al governo italiano per salvare con soldi pubblici il Monte dei Paschi di Siena (Mps), finito nel vortice di una nuova crisi nell'ultima settimana di giugno.


Crisi Mps, le cose da sapere


Intanto, però, ci sono alcune migliaia di persone che dovrebbero preoccuparsi di quello che sta accadendo tra Roma, Bruxelles e Siena. Sono i risparmiatori che hanno acquistato negli anni scorsi le obbligazioni subordinate di Banca Mps, che rischiano di trasformarsi in carta straccia nella malaugurata ipotesi che il Monte dei Paschi non ce la faccia a salvarsi. Le obbligazioni subordinate, per chi non le conoscesse ancora, sono dei titoli rappresentativi di un debito, che consentono a chi le acquista di diventare creditore dell'istituto emittente, incassando periodicamente degli interessi: le cedole. Rispetto ai bond ordinari, però, quelli subordinati espongono i risparmiatori a un grado di rischio molto più elevato, simile a quello assunto di chi acquista un'azione. In caso di fallimento della banca emittente, infatti, i titolari delle obbligazioni subordinate (che vengono chiamate anche bond junior) sono considerati dei creditori di serie B, i cui diritti patrimoniali possono essere soddisfatti soltanto dopo aver risarcito altri soggetti come i dipendenti della banca, i correntisti o i sottoscrittori dei bond ordinari.


Obbligazioni subordinate: cosa sono e cosa può fare chi le ha


I bond junior sono dunque strumenti finanziari da maneggiare con cura, non adatti a chi mastica poco di finanza. Purtroppo, però, tra i titoli subordinati emessi negli anni scorsi da Mps, ce ne sono alcuni che probabilmente sono finiti anche nelle tasche di molti piccoli risparmiatori non particolarmente esperti. Si tratta di un collocamento da 2 miliardi di euro realizzato nel 2008 (doice isin: IT0004352586), ai tempi in cui il Monte dei Paschi pensava in grande e stava per progettare l'acquisizione di Banca Antonveneta. In quegli anni, i vertici di Mps pensarono bene di rifilare ai clienti una bella sfilza di obbligazioni subordinate acquistabili in un taglio minimo di appena mille euro, con scadenza nel 2018 e un tasso legato al saggio euribor a 6 mesi (che oggi è pari a -0,19%), più un differenziale (spread) del 2,5%. Già allora, nei prospetti informativi dei titoli che probabilmente non ha letto quasi nessuno, veniva illustrato i rischio di perdere quasi tutto il capitale, nel caso in cui la banca fosse andata a gambe all'aria. A quei tempi sembrava un ipotesi quasi impossibile mentre oggi, purtroppo, si tratta di una prospettiva tutt'altro che da scartare, sperando comunque in un epilogo felice della crisi Mps.


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