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Mutui, quando e perché scegliere il tasso fisso

I finanziamenti per comprar casa sono raddoppiati in un anno e molte famiglie optano per i prestiti a interessi costanti. Pro e contro di questa strategia

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Andrea Telara

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Quasi raddoppiati in meno di un anno. E' la performance messa a segno dai mutui erogati in Italia, che hanno registrato una crescita di ben il 97,4% tra gennaio e novembre del 2015. Dai circa 22 miliardi di euro del 2014, il volume dei nuovi finanziamenti immobiliari concessi dalle banche è salito quest'anno sopra la soglia di 44 miliardi. I dati sono stati diffusi ieri dall'Abi (associazione bancaria italiana) che ha tracciato un quadro incoraggiante per il mercato dei prestiti ipotecari, destinati a chi mette su casa. Lo stesso trend è stato confermato oggi dall'Istat, che ha rilevato per i mutui una crescita di oltre il 29% nel terzo trimestre 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014.


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L'altro dato di rilievo, tra quelli diffusi dall'Abi, è che gran parte delle famiglie si indebita oggi con i mutui a tasso fisso, scegliendo così di bloccare l'importo delle rate fino alla fine del piano di rimborso. A novembre, infatti, ben il 65% dei prestiti ipotecari erogati erano a interessi costanti mentre quelli a tasso variabile, che sono più rischiosi poiché hanno un rata che segue l'andamento dei saggi d'interesse ufficiali europei, sono ormai relegati a una quota minoritaria. Capire il perché di questa scelta delle famiglie non è difficile: dato che il costo del denaro in Europa è inchiodato da tempo al minimo storico dello 0,05%, molti debitori optano per i finanziamenti a tasso fisso proprio per bloccare l'importo della rata su un livello predeterminato e dormire così sonni tranquilli.


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E' una scelta giusta? A volte sì e a volte no, poiché molto dipende dalle finalità e dall'importo del finanziamento, oltre che dalla propensione al rischio del debitore. Per quel che riguarda l'importo della rata, va tuttavia ricordato che i mutui a tasso fisso sono oggi ben più costosi di quelli a interessi variabili. Per rendersene conto, basta fare qualche simulazione nel sito web di MutuiOnline, broker creditizio che consente di confrontare su internet le condizioni dei prestiti ipotecari erogati dalle maggiori banche italiane.


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Nel caso di un finanziamento con scadenza a 25 anni, con importo di 200mila euro e destinato all'acquisto di una prima casa che ne vale almeno 250mila, per esempio, il sito segnala come prodotto meno costoso il mutuo a tasso variabile di Banca Dinamica, che ha una rata di 787,53 euro e un taeg (tasso annuo effettivo globale) dell'1,43%. Seguono il mutuo a tasso variabile di WeBank (taeg dell'1,6% e rata di 806,16 euro), quello di Banca Carige (taeg dell'1,65% e rata di 806,28 euro) e il mutuo a tasso variabile Semprelight di Iwbank (taeg dell'1,6% e rata di 809,35 euro). Scegliendo un prestito a tasso fisso di uguale importo e durata, invece, il prodotto migliore segnalato da MutuiOnline è Domus di IntesaSanpaolo che ha un taeg del 2,85% e una rata di 917,5 euro. Optando per un finanziamento a interessi costanti, dunque, il debitore dorme sonni tranquilli ma paga inizialmente una rata ben più pesante: almeno 100-130 euro in più rispetto a quanto sborserebbe indirizzandosi su un prodotto a tasso variabile. Considerando che probabilmente i saggi d'interesse in Europa inizieranno a risalire non prima del 2017, la scelta del tasso fisso riduce i rischi ma comporta un costo non trascurabile, almeno nella fase iniziale del piano di rimborso.


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Discorso diverso, invece, per chi ha già sulle spalle un debito contratto per comprar casa negli anni scorsi, quando i tassi d'interesse erano molto più alti di adesso. In questo caso, risulta conveniente sostituire il prestito in essere con un finanziamento nuovo di zecca (con la stessa scadenza e lo stesso importo del debito residuo), per approfittare così del ribasso dei tassi degli ultimi anni. Si prenda ad esempio un debitore che nel 2006, quando i tassi medi rilevati da Bankitalia erano al 6%, abbia acceso un mutuo a interesse fisso con scadenza a 25 anni e importo di 200mila euro. In presenza di tali condizioni, la rata da pagare è di ben 1.287 euro al mese, la durata residua del mutuo è di 15 anni e il capitale ancora da rimborsare ammonta a 153mila euro. Rottamando questo finanziamento con uno nuovo prestito a tasso fisso di uguale importo e scadenza (per esempio con il Mutuo Domus di IntesaSanpaolo) lo stesso debitore pagherebbe ogni mese una rata di 1.027 euro circa, risparmiando così più di 230 euro ogni 30 giorni.


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