Mutui: perché nel 2016 la surroga è a rischio

Dal 2007 non sono più ammesse le penali nei casi di rimborso anticipato. Ma il recepimento di una direttiva europea potrebbe reintrodurre il balzello

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Il cantiere di una palazzina in costruzione – Credits: Franco Silvi/Ansa

Massimo Morici

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Trasferire un finanziamento da una banca a un'altra che offre un tasso più vantaggioso potrebbe non essere più conveniente nel 2016.

A far tornare le lancette indietro di otto anni è una legge delega dello scorso 2 luglio con cui l'Italia ha recepito la direttiva europea sul mercato dei mutui (Mortage credit directive), che dovrà essere trasformata in decreto entro il prossimo 21 marzo 2016.

A lanciare l’allarme, invece, sono state le associazioni dei consumatori Federconsumatori e Abusdef: puntano il dito contro "l'Europa delle banche" che "taglia ancora una volta i diritti di coloro che sottoscriveranno un mutuo".

Dal 2 febbraio 2007, infatti, il decreto Bersani (le "lenzuolate") aveva eliminato le penali previste per i rimborsi, un balzello in genere compreso tra l’1,5% e il 2% del debito residuo, che i clienti erano costretti a sborsare nel caso estinzione anticipata, mentre per i mutui stipulati prima di questa data l'Abi, l'associazione delle banche, e le associazioni di consumatori avevano concordato penali meno gravose.

Mutui: come scegliere il più conveniente


Ma cosa prevede la direttiva?

Stando alle indicazion di Bruxelles, "dovrebbe migliorare le condizioni per l’instaurazione e il funzionamento del mercato interno ravvicinando le legislazioni degli Stati membri e definendo standard qualitativi" e impedire pratiche commerciali scorrette, quali la vendita abbinata di alcuni prodotti finanziari e assicurativi (come le polizze vita per garantire il rimborso del credito) "che possono indurre i consumatori a concludere contratti di credito non rispondenti al loro interesse".

Nell'articolo 25, tuttavia, il testo introduce la possibilità degli Stati membri di introdurre un "indennizzo" a favore degli istituti di credito nei casi di estinzione anticipata del mutuo.

"Gli Stati membri – si legge nella direttiva - possono prevedere che il creditore abbia diritto, laddove giustificato, ad un indennizzo equo e obiettivo per gli eventuali costi direttamente connessi al rimborso anticipato, ma non impongono una sanzione penale al consumatore".

"A tale riguardo, l’indennizzo – prosegue la direttiva- non è superiore alla perdita economica sofferta dal creditore. Nel rispetto di tali condizioni, gli Stati membri possono prevedere che l’indennizzo non possa superare un determinato livello o sia consentito soltanto per un certo periodo".

Il provvedimento sembra essere mirato a eliminare le surroghe facili che offrono la possibilità ai mutuatari di cambiare finanziamento alla ricerca di condizioni più vantaggiose. Ma a guardare bene, reintrodurre il balzello alla fine potrebbe non convenire alle banche stesse.

La ripresa dei finanziamenti ai privati in Italia si deve proprio al boom dei trasferimenti dei mutui per approfittare dei bassi tassi di interesse.

Nei primi otto mesi del 2015 i mutui di surroga hanno rappresentato oltre il 60% delle erogazioni totali, stando ai dati dell’ultima edizione dell'Osservatorio di MutuiOnline.it, broker e consulente multimarca indipendente

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