Multe con autovelox illegali: quali sono quelle contestabili

Istruzioni per l'uso dopo l'ultima sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime alcune contravvenzioni

Autovelox

– Credits: Ansa

Giuseppe Cordasco

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Buone notizie per milioni di automobilisti a cui sono state contestate multe per eccesso di velocità rilevate con autovelox. Secondo una freschissima sentenza della Corte Costituzionale, arrivata ieri in serata, molte di esse potrebbero infatti essere illegittime. Si tratta di un provvedimento che potrebbe interessare una larga fetta di contravvenzioni emesse negli ultimi tempi, visto che è stato stimato che potrebbe venire a mancare un gettito di circa 1,2 miliardi di euro. Un salasso non da poco soprattutto per tante casse comunali, le più interessate a incamerare questi pagamenti, che dunque potrebbero ritrovarsi a fare i conti con l’ennesimo buco di bilancio. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le contravvenzioni interessate dalla sentenza e come dovrà comportarsi l’automobilista interessato a farsi annullare una di esse.

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Cominciamo con il chiarire che la deliberazione della Consulta, stabilisce che tutti gli strumenti di rilevazione automatica della velocità debbano essere periodicamente tarati. Una verifica che attualmente viene effettuata per legge solo per gli autovelox fissi, quelli posizionati cioè stabilmente lungo i percorsi stradali. Gli autovelox in dotazione invece alle pattuglie della polizia o ai vigili urbani, non sono soggetti a questo obbligo. Una scelta quest’ultima dettata dal presupposto che l’ufficiale pubblico che utilizzi direttamente e manualmente un tale strumento possa verificare di persona se esso presenti qualche malfunzionamento. Un presupposto che però non ha per niente convinto i giudici della Corte Costituzionale, che hanno invece stabilito che anche questi autovelox in dotazione a polizia e vigili debbano essere periodicamente tarati e che dunque le multe inflitte finora con essi non siano da considerare legittime.

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Partendo dunque da questa sentenza si deduce innanzitutto che le contravvenzioni contestabili sono tutte quelle che sono state effettuate attraverso autovelox mobili, ossia in dotazione a pattuglie stradali. Una particolarità che si può rilevare dal testo stesso della contravvenzione, sulla quale, in questi casi, si trova una notazione specifica sugli agenti che hanno effettuato la rilevazione.

In secondo luogo, bisogna controllare che, sempre sul testo della contravvenzione, non sia specificato il fatto che lo strumento utilizzato abbia subito una taratura di recente. In alcuni casi infatti ciò potrebbe essere comunque avvenuto e allora cadono i presupposti sanciti dalla Consulta per effettuare il ricorso.

La multa poi non deve già essere stata pagata, perché altrimenti anche in questo caso non si potrà opporre nessun vizio di illegittimità.

Infine, bisogna tenere bene a mente che nel caso una contravvenzione presenti tutte le caratteristiche sopra menzionate, dovrà essere sempre e comunque l’automobilista a fare ricorso, perché nessun annullamento dell’infrazione scatterà d’ufficio.

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