Soldi

Milionari e miliardari: ecco quali sono le differenze

Le buone idee e il duro lavoro da soli non bastano, per diventare veramente ricchi occorre una particolare visione del mondo

Dollari

Banconote appena stampate – Credits: Mark Wilson/Getty Images

Se il successo è il risultato di un mix di intelligenza, intraprendenza e duro lavoro, per quale ragione non tutti riescono a raggiungerlo? Se lo è chiesto Bbc che ha raccolto le risposte di Quora, la rete sociale dedicata all’informazione. Secondo l’imprenditore della Silicon Valley Alex Moore: “I milionari tendono a essere veramente abili nella comprensione di come si creano sistemi di valore, ovvero le start up di successo. Ma sono anche particolarmente bravi a trovarsi un compito al loro interno. In pratica, sono sufficientemente brillanti per comprendere la cultura relativa a un’idea e per espanderne i valori e, di solito, lo fanno coinvolgendo i propri amici. Dietro a questo atteggiamento, c’è l’idea che il mondo sia un sistema parzialmente definito e il loro ruolo, dunque, è quello di trovare un posto all’interno del sistema”.

Inoltre, i miliardari sono caratterizzati da una visione del mondo come un insieme fungibile: “Molto spesso, i miliardari hanno fondato aziende di successo e vedono il mondo come pezzi di puzzle da muovere. Guardano allo scenario allargato e cercano errori nell’ecosistema che gli permettano di fornire soluzioni che si traducono poi in importanti ritorni economici”. Secondo Steven Tu, designer: “I miliardari capiscono il potere di leva e il potere del lavoro di squadra, mentre i milionari e le persone comuni non capiscono come sfruttare le situazioni a proprio vantaggio e come mettere insieme un team di successo”. 

Cinque miliardari nati poveri

Il prezzo di questa mentalità, secondo Carlos Torres, analista di sistemi, è che i miliardari finiscono con l’essere - a modo loro – emarginati: “I miliardari sembrano avere più cose in comune con i senzatetto che con i milionari, nel senso che sono pensatori indipendenti e anticonvenzionali”. La loro ricchezza, dunque, sarebbe un effetto collaterale del fatto di perseguire una passione: “Non gli importa veramente dei soldi”, assicura Torres. L’estraneità sociale abbraccia anche la loro vita personale: “I miliardari non guardano con attesa al fine settimana. Non bevono, ma lavorano dalle cinque a mezzanotte tutti i giorni, compresi i weekend. Inoltre, non socializzano con gli amici, ma uniscono amici e lavoro”. In confronto, secondo Torres: “I milionari hanno un maggior senso di sé e tendono ad assicurare la propria fortuna per potersi ritirare quando le cose vanno bene”. 

Wendy Chen, ceo Omnistream, un software di gestione della soddisfazione del cliente per i marchi del lusso in Cina, è convinta che siano tre le variabili che determinano se una persona avrà più o meno successo: “ Il miliardari che ho conosciuto sono particolarmente abili nel fare tre cose. Primo: hanno un chiaro senso di dove vogliono andare e l’autodisciplina per farlo. Secondo: sono empatici e sanno ispirare le altre persone. Terzo: sono consapevoli della direzione in cui sta andando il mondo e sono in grado di giocare una parte nell’influenzare questi cambiamenti”. La terza variabile, secondo Chen, è quella che differenzia i miliardari dai milionari. “I miliardari sembrano persone senza paura, ma ben determinate a muovere montagne, cambiare cultura e leggi per raggiungere la loro visione ideale”. 

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