Lotta alla povertà, cosa ha in mente il governo

Per il momento via libera a un sostegno economico per un milione di indigenti. Per il 2017 prevista la copertura per 4 milioni di poveri

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– Credits: ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images

Giuseppe Cordasco

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Il governo lancia la sfida alla povertà e lo fa proponendo una sorta di reddito minimo di inclusione, uno strumento che attualmente, tra i Paesi occidentali, risulta assente solo in Grecia e proprio nel nostro Paese. Seppur in forme diverse, il programma annunciato dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha, nelle intenzioni, l’obiettivo di fornire uno strumento di sostegno economico e non solo, a tutti gli indigenti del nostro Paese che, complice anche la crisi devastante di questi ultimi anni, avrebbero attualmente toccato quota 4 milioni. Ma vediamo nel dettaglio a cosa sta pensando il governo e come si comincerà ad agire praticamente fin da subito. Come ha precisato infatti lo stesso ministro Poletti, fin da quest’anno sarà possibile garantire un sussidio integrativo mensile di 320 euro per circa un milione di soggetti, tra i quali circa 600mila bambini che vivono in condizioni di povertà.

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Questo primo interevento sarà possibile grazie all’utilizzo di fondi per 600 milioni di euro già stanziati nella nuova Legge di stabilità. Ma il programma è decisamente più ambizioso e prevede che per il 2017, le misure di sostegno vadano a regime garantendo un supporto economico per tutti i citati 4 milioni di indigenti segnalati attualmente nel nostro Paese. Per fare questo si metteranno a punto strumenti di inclusione sociale che, insieme al supporto economico, possano essere sfruttati per reinserire i soggetti in questione nel mondo del lavoro. Senza contare che i nuclei familiari che verranno aiutati dovranno dimostrare di mandare a scuola i propri figli. Un’attenzione particolare poi verrà messa sull’Isee, l’indicatore della ricchezza familiare, che sarà il parametro in base al quale verranno elargiti gli aiuti.

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Ebbene, le diffidenze che per tanto tempo hanno circondato questo strumento, che sembrava facilmente eludibile e troppo spesso ha permesso a nuclei familiari non bisognosi di ottenere ingiustamente aiuti, ora dovrebbe funzionare molto meglio. Grazie infatti alle ultime modifiche apportate, sono state ottenute nell’ultimo anno dichiarazioni decisamente più veritiere: basti pensare che se prima la percentuale di chi dichiarava di non avere conti correnti era pari al 78% ora questa è letteralmente precipitata al 18%. Infine, è stato anche annunciato un giro di vite sulle istituzioni assistenziali che attualmente operano sul territorio. Secondo le parole di Polletti non ci saranno tagli indiscriminati, ma di certo c’è l’intenzione di effettuare una sorta di riorganizzazione che porti ad utilizzare al meglio le attuali disponibilità finanziarie, che dunque non verranno tagliate, e alle quali poi da quest’anno e per gli anni a venire si sommeranno le nuove risorse stanziate dal governo.

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