Debito, deficit, tasse, disoccupazione: l'Italia soffre

Debito e disoccupazione boom, pressione fiscale al top e prezzi in (leggera) frenata: la fotografia del Paese secondo l’Istat

(Credits: Simona Caleo/Imagoeconomica)

Ilaria Molinari

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Il mese di marzo inizia male per l'Italia. Il prodotto interno lordo, ovvero la ricchezza creata, è sceso del 2,4% rispetto al 2011.

Al contrario, il debito italiano cresce, cresce, cresce. E non si ferma. Ha raggiunto il 127% del prodotto interno lordo, il livello più alto dal 1990 (da quando cioè si sono iniziate a elaborare le serie storiche dei dati). Nel 2011 era al 120,8%. In numeri, ha toccato i 2,038 mila miliardi.

La disoccupazione tocca livelli altissimi: sono oltre 2 milioni e 800 mila i precari in Italia, e il tasso di disoccupazione a gennaio ha raggiunto l'11,7%, il top da 21 anni a questa parte.

Il deficit, invece, ovvero le uscite dello Stato in più a fronte delle entrate, ha raggiunto il 3% del prodotto interno lordo, lo 0,9% in meno del 2011 ma lo 0,4% in più rispetto alle attese. La notizia non preoccupa troppo anche perché va letta accanto ai numeri che riguardano l’avanzo primario, ovvero l’indebitamento netto al netto della spesa per interessi, che nel 2012 è stato del 2,5% rispetto al prodotto interno lordo, raddoppiato rispetto all’1,2% del 2011.

A farci penare sono, come sempre, le tasse. La pressione fiscale nel 2012 è salita al 44%, +1,4% rispetto al 2011, un valore mai così alto dal 1990.

Tra le varie voci che incidono sul fisco anche le accise sulla benzina in continuo aumento e che hanno pesato non poco sul tasso di inflazione.
Sebbene sia sceso a febbraio rispetto a gennaio (-2,2%, è la quinta frenata consecutiva), i prezzi su base annua sono cresciuti dell'1,9%. Analizzando i prodotti acquistati con più frequenza dai consumatori, in particolare è il prezzo della benzina a salire del 2,3% su gennaio e del 3,4% su base annua (dal 3% di gennaio). Il gasolio per mezzi di trasporto segna una crescita in termini congiunturali dello 0,9% e dell'1,4% nei dodici mesi (dall'1,9%
di gennaio). Quanto al settore alimentare, invece, i vegetali freschi sono scesi del 2% su base mensile, mentre l'aumento annuo si ferma al 2,0% (dal +13,1% di gennaio).

Questa l'Italia nelle mani della politica. Una bella gatta da pelare.

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