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Dati Istat di giugno: consumatori e imprese sempre più "in fiducia"

Il confronto con il mese precedente fa segnare una crescita di tutti gli indici, anche se alcuni settori (come quello manifatturiero) restano tiepidi

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Redazione Economia

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Tende al sereno il barometro del clima economico nel Paese: l'indicazione arriva dall'Istat, che comunica come a giugno sia in aumento tanto l'indice di fiducia dei consumatori (109,5 contro il 106 di maggio) quanto quello delle nostre imprese (104,3 contro il 101,8 dello scorso mese). Migliorano anche i giudizi (a -56 da -64) e le attese (a 10 da 2) dei consumatori sull'attuale situazione economica dell'Italia, così come tutte le altre componenti analizzate dall'Istat sulla predisposizione agli acquisti. 

I numeri della fiducia dei consumatori
Il clima economico (passato da 130 a 139,4) e quello futuro (da 114,7 a 119,4) sono quelli che mostrano le maggiori variazioni verso l'alto, mentre più lievi risultano gli incrementi del clima personale (da 98,5 a 100) e di quello corrente (da 101 a 103,3) da parte dei consumatori. Al contempo, i saldi dei giudizi e delle attese sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi diminuiscono (a -21 da -14 e a -20 da -15), così come le attese sulla disoccupazione (a 9 da 29).

I numeri della fiducia delle imprese
Tutti con il segno "+" anche gli indici dei climi di fiducia delle imprese: da 111,8 a 119,7 quello delle costruzioni; da 105,1 a 109,0 quello dei servizi di mercato; da 103,9 a 105,9 quello del commercio al dettaglio; da 103,4 a 103,9 (per l'incremento più lieve) quello del settore manifatturiero, dove i giudizi sugli ordini e le attese di produzione rimangono stabili (rispettivamente a -13 e a 11), mentre il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 2 da 3.

Nelle costruzioni migliorano poi i giudizi su ordini e piani di costruzione (a -33 da -37) e sulle attese sull'occupazione (a -9 da -16). Nelle imprese dei servizi salgono i giudizi sugli ordini (a 3 da 1), ma non le attese (passate da 4 da 6), anche se crescono le attese sull'andamento generale dell'economia (a 18 da 7).

Il commercio al dettaglio
Nel settore del commercio al dettaglio migliorano sensibilmente i giudizi sulle vendite correnti (da 2 a 7), ma assai meno le attese sulle vendite future (da 22 a 23), mentre risultano stabili (a 5) le giacenze di magazzino.

Il commento del Codacons
La crescita della fiducia di consumatori e imprese a giugno rappresenta un "tesoretto" che il Governo non deve dilapidare ma sul quale, anzi, occorre investire per far ripartire l'economia italiana: questo il commento del Codacons (il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell'Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) riguardo i dati resi noti dall'Istat. "Una maggiore fiducia da parte delle famiglie equivale a una maggiore propensione ai consumi e alla spesa, con benefici diretti per l'industria, il commercio e l'intera economia", le parole del presidente Carlo Rienzi. "Per tale motivo il Governo deve sostenere e alimentare la fiducia dei consumatori e delle imprese attraverso interventi che mirino ad incrementare il potere d'acquisto, liberalizzare il mercato, creare concorrenza e ridurre la pressione fiscale a carico di cittadini e aziende".

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