Gas: i prezzi scendono, ma da aprile

E intanto aumenta del 26% l'importazione di legna da ardere e gli italiani riscoprono il caldo buono del camino

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Giuseppe Cordasco

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Prezzi che scendono sul breve periodo ma che aumentano su tempi lunghi, e consumi che registrano crolli compensati da nuove fonti energetiche. È uno scenario quanto mai composito quello che si sta delineando in questo inverno intorno al mercato del gas. A fronte infatti di un inverno passato durante il quale l’Italia dovette affrontare una vera e propria emergenza , legata alla mancanza di materia prima, quest’anno la situazione sembra essere di tutt’altro tenore.

Ma andiamo per ordine, perché la prima notizia positiva è arrivata qualche giorno fa dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas che ha annunciato una riduzione delle bollette del gas a partire dal prossimo aprile 2013. Grazie infatti a nuovi meccanismi di aggiornamento, si dovrebbe giungere a un calo medio delle bollette dell’ordine del 6-7%, con un risparmio che per ogni famiglia che sarà di circa 90 euro su base annua. È uno dei primi risultati ottenuti grazie alla maggiore concorrenza che, seppur con grandi difficoltà, si sta cercando di introdurre in Italia sul fronte del mercato all’ingrosso. La messa in opera di nuovi gasdotti, l’avvio delle attività di qualche rigassificatore , nonostante si tratti di eventi ancora isolati, rappresentano segnali positivi che portano i prezzi a calare. Tutti contenti allora?

Neanche per sogno, perché le associazioni dei consumatori si sono affrettate a denunciare un mercato del gas che nel suo complesso e su tempi più lunghi penalizza ancora fortemente gli utenti. Secondo Adusbef e Federconsumatori infatti, negli ultimi due anni il prezzo del metano sui mercati internazionali sarebbe sceso del 20%, del 15% solo nell’ultimo anno, ma le bollette del gas sarebbero aumentate invece del 23,7%, più di 4 volte l’inflazione, generando una perdita del potere di acquisto ad esclusivo vantaggio dei gestori . Una denuncia che trova d’accordo anche la Coldiretti, secondo la quale nel 2012 i prezzi dei beni non regolamentati, come l’energia elettrica e il gas naturale appunto, avrebbero subito un rincaro record del 13,4%, più che raddoppiato rispetto a quello del 2011, quando era stato del 6,3%.

Tra l’altro è la stessa associazione legata al mondo dell’agricoltura a mettere in risalto un altro elemento, che potrebbe essere quanto mai specchio dei tempi di crisi che stiamo vivendo. Secondo Coldiretti infatti si sta osservando un fenomeno per cui a fronte di un calo complessivo dei consumi di gas, che dal 2003 ad oggi hanno toccato i livelli più bassi, si registra invece un aumento dell’utilizzo di legna da ardere. Insomma, torna in auge il vecchio caro camino, che in tempo di crisi sembra rappresentare un metodo decisamente più economico per riscaldarsi rispetto al termosifone. A conferma di questo trend, come accennato, c’è l’aumento del 26% di importazioni di legna da ardere. Nonostante infatti il nostro Paese possa contare su una superficie verde di circa 10 milioni di ettari  e 12 miliardi di alberi, per fronteggiare le richieste è stato necessario ricorrere in modo massiccio ai mercati internazionali del legname.

Una circostanza che d’altronde sembra dare proprio ragione a chi sostiene che comunque sia, i costi del gas non sarebbero ancora così convenienti, visto che un bel fuoco continua ad essere più economico di un pieno di metano da riscaldamento. Per capire dunque se il trend di questo inverno 2013 cambierà, dovremo attendere l’anno prossimo, quando le nuove tariffe dell’Authority andranno a regime e si potrà affrontare il nuovo inverno con bollette più accettabili. Allora forse i camini torneranno ad essere un semplice arredamento e non fonte di riscaldamento per le case degli italiani. Un po', in fondo, ci dispiace.

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