Frodi creditizie: così il ladro d’identità ruba dalla tua busta paga

Violano i database di enti previdenziali, ottengono prestiti da finanziarie, falsificano firme su assegni: è allarme per le frodi creditizie, soprattutto in Campania

Elaborazione grafica di Stefano Carrara

Carlo Porcaro

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La crisi economica aguzza l’ingegno soprattutto dei truffatori. L’ultima invenzione, finalizzata a ottenere un prestito che il ladro non sarebbe neanche in condizione di chiedere, è il furto d’identità. Secondo i recenti dati dell’Osservatorio Crif sulle frodi creditizie, il record negativo spetta alla Campania: ben 4.400 casi dei 24 mila segnalati nel 2012, il 18 per cento del totale di tutt’Italia, il 2 in più rispetto all’anno precedente. E nell’anno in corso le denunce presentate sembrano in perfetta media.

Tre i sistemi più diffusi a Napoli, con la sospetta complicità di talpe: vengono falsificati documenti personali altrui entrando nei database degli enti previdenziali per ottenere la cessione del quinto di dipendenti e pensionati ignari; si elaborano buste paga finte per ottenere prestiti anzitutto dalle finanziarie, che esercitano meno controlli rispetto alle banche, che hanno stretto i cordoni della borsa ancor più che in passato; si emettono assegni da carnet rubati falsificando la firma dell’intestatario.

L’obiettivo del truffatore è sempre lo stesso: ottenere nell’immediato la somma necessaria a comprare l’automobile, il tablet, lo smartphone di ultima generazione o un elettrodomestico. La soddisfazione è immediata, tanto più che non sono stati spesi soldi propri. E la recessione torna a essere solo uno spauracchio. 

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